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Registrato in Calabria un primo caso di Febbre del Nilo

Registrato in Calabria un primo caso di Febbre del Nilo

da Maurizio
11 Ottobre 2024
in cronaca, sanità
Tempo di lettura: 3 minuti
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Si tratta di un cosentino over 75

La zanzara è uno dei tormentoni estivi perché spesso ci sveglia la notte, ci procura fastidiosi pruriti e in molti non ne capiscono l’utilità in natura, anche se come tutti gli esseri viventi ha anche lei il suo perchè. A tutto ciò però bisogna aggiungere che si può trasformare in un veicolo di contagio per alcune malattie come ad esempio la Dengue, la febbre gialla, la Zika e la Chikungunya che sono le principali infezioni virali che usano le zanzare come vettori.

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Per questi motivi le Asp provvedono ad una regolare campagna di disinfestazione contro tutte le specie infestanti che possono essere di pregiudizio alla salute dell’uomo, mentre a livello regionale è stato dato il via libera al “Piano di Sorveglianza e risposta ai virus della West Nile e Usutu in Regione Calabria – anno 2024”, in ossequio alle disposizioni ministeriali. Si tratta di un piano per contrastare il virus, conosciuto anche come febbre del Nilo, che può avere diversi sintomi simili all’influenza (tra cui febbre e cefalea, ma anche nausea, vomito, linfonodi ingrossati e sfoghi cutanei), ma può anche svilupparsi in una forma neuro invasiva, decisamente più grave e che può portare alla morte.

Il bollettino dell’Istituto superiore di sanità, continua a registrare un aumento dei casi di West Nile

Nella settimana dall’8 al 14 agosto i nuovi casi confermati sono 47, in crescita rispetto ai 24 (+23) della settimana 1-7 agosto, nel periodo 15 – 21 agosto, salgono complessivamente a 171 quelli confermati in Italia dall’inizio della sorveglianza, a maggio 2024, di questi, 101 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva e uno di loro per la prima volta è stato registrato in Calabria; si tratta di è un over 75 del cosentino.

E sono proprio le province di Cosenza insieme a quella di Crotone dove il virus è circolato in passato, nel 2011, e nel corso del 2022 si sono avuti due focolai in allevamenti avicoli rurali, ad essere considerate ad alto rischio, mentre le province di Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria sono classificate a basso rischio in quanto il virus non ha mai circolato, anche se “le caratteristiche eco-climatiche sono favorevoli per la circolazione virale”.

Ma cos’è la Febbre del Nilo

La febbre West Nile è una malattia provocata dal virus West Nile, un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.

I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri.

Incubazione e sintomi

Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario.

La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona.

I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale.

Maurizio

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