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La mozione proposta da Lo Schiavo tradisce la storia millenaria della Calabria e il suo legame con il popolo ebraico

La mozione proposta da Lo Schiavo tradisce la storia millenaria della Calabria e il suo legame con il popolo ebraico

da Maurizio
2 Giugno 2025
in politica
Tempo di lettura: 3 minuti
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Sull’iniziativa del presidente del Gruppo Misto – Liberamente progressisti in Consiglio regionale, si esprime negativamente il presidente di Fare Calabria e il gruppo calabrese dei Liberali Moderati

“La mozione presentata dal consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, che propone la sospensione di ogni rapporto istituzionale, commerciale e promozionale con Israele, rappresenta un atto grave e profondamente sbagliato. Non solo rischia di compromettere relazioni diplomatiche e culturali, ma tradisce la storia millenaria della Calabria e il suo legame con il popolo ebraico”.

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È netta la dichiarazione di Luigi Salsini, presidente di Fare Calabria e membro del CdA del Gal Riviera dei Cedri, a proposito della proposta approdata in Consiglio regionale a firma di Antonio Lo Schiavo, presidente del Gruppo Misto – Liberamente progressisti a Palazzo Campanella.
“Forse il consigliere Lo Schiavo ignora che la Calabria è da secoli un ponte culturale con il mondo ebraico. Ogni anno, proprio in questo periodo, rabbini provenienti da Israele e da tutto il mondo giungono nella nostra terra, e in particolare a Santa Maria del Cedro, nella Riviera dei Cedri, per visitare le storiche cedriere, dove nasce il cedro, frutto sacro nella tradizione ebraica e utilizzato nella festa di Sukkot. Le cedriere di Santa Maria del Cedro non sono solo un simbolo religioso, ma anche una fonte concreta di economia locale, coinvolgendo centinaia di famiglie e piccoli produttori in un comparto agricolo di eccellenza”.

Con la sua mozione, Lo Schiavo vorrebbe impegnare il presidente della Giunta e la Giunta regionale, a sospendere ogni rapporto istituzionale, commerciale e promozionale con il Governo di Israele fino al ripristino del rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale nella Striscia di Gaza e nei territori palestinesi.

Ma Salsini sottolinea come la presenza ebraica è un fatto storicamente forte che ha lasciato segni profondi e diffusi in tutta la regione: “La Calabria custodisce testimonianze uniche del dialogo e dell’incontro con le comunità ebraiche – ricorda il presidente di Fare Calabria – Basti pensare al campo di internamento di Ferramonti di Tarsia, che durante la Seconda guerra mondiale divenne un luogo di umanità e accoglienza, o all’antica sinagoga di Bova Marina, una delle più antiche del Mediterraneo. A Santa Maria del Cedro, oltre alle cedriere, il Museo del Cedro celebra questo straordinario legame, mentre in tutta la regione sono state ritrovate oltre 130 giudecche, grazie all’impegno della Regione Calabria e del presidente Roberto Occhiuto, che ringraziamo”.
“Interrompere i rapporti con Israele – continua Salsini – significherebbe cancellare una parte fondamentale della nostra identità. La Calabria deve continuare a essere una terra di dialogo, di scambi culturali, di rispetto e di memoria. L’antisemitismo non può trovare spazio nelle istituzioni, né sotto forma di violenza né sotto forma di mozioni ideologiche e divisive”.

Anziché il dialogo riconoscendo berti drammi che hanno portato alla situazione attuale – ormai sembra caduta nel dimenticatoio la barbarie del 7 ottobre e la matrice terroristica che è l’elemento fondante di Hamas, Lo Schiavo si limita a chiedere che il Consiglio regionale impegni il presidente della Giunta e la Giunta regionale: «a condannare fermamente le azioni militari del Governo israeliano nella Striscia di Gaza che hanno causato la morte di civili innocenti e la distruzione di infrastrutture essenziali; a riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina come Stato libero, indipendente e sovrano, in linea con le risoluzioni del Parlamento europeo e del Parlamento italiano; a sostenere ogni iniziativa volta a promuovere un immediato cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e a garantire l’accesso sicuro e senza restrizioni agli aiuti umanitari per la popolazione civile; a sospendere, fino a nuova deliberazione, ogni forma di collaborazione istituzionale, commerciale o promozionale tra la Regione Calabria, le sue agenzie e società partecipate, e il Governo israeliano o entità ad esso riconducibili, che non siano apertamente impegnate in iniziative per la cessazione delle ostilità e la promozione della pace; a trasmettere la mozione al Governo italiano, al Parlamento europeo, all’Ambasciata di Palestina in Italia e ad altre Istituzioni competenti, affinché siano informate della posizione della Regione Calabria».

A Luigi Salsini fanno eco i Liberali Moderati calabresi che evidenziano come sia: “Una posizione, quella descritta da Lo Schiavo, che assume visioni unilaterali riconoscendo le ragioni di una sola parte e rinunciando ad ogni analisi storico-politica mettendo sullo stesso piano terroristi, quali sono gli affiliati di Hamas che hanno riaperto il conflitto e non recedono dalle loro convinzioni non potendo, di conseguenza, essere riconosciuti come interlocutori in nome e per conto del popolo palestinese, e Stato di Israele.

Tags: Antonio Lo Schiavoconsiglio regionaleebreiHamasliberalimozionepalestinesi

Maurizio

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