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Il caso “scala mobile”: le verità del progettista. Nell’attesa, perché non aprire la scalinata che invece è collaudata?

Proponiamo ai nostri lettori l’articolata ricostruzione dei fatti, secondo la visione dell’arch. Carmelo Congestrì, progettista e direttore dei lavori, fattaci pervenire in redazione

L’arch. vibonese Carmelo Congestrì, a suo tempo incaricato di progettare e poi dirigere i lavori della “Scala mobile”, così come da tutti conosciuta, mai entrata in funzione e fonte inesauribile in quest’ultimo ventennio (e oltre) di numerose polemiche, iniziative politiche, articoli e dichiarazioni varie. Opere verso la quale non ci si è mai risparmiati nelle definizioni: l’eterna incompiuta, oppure la grande incompiuta; l’odissea. la scala (im)mobile e via elencando.

Nell’ultimo periodo, l’attenzione è divenuta più approfondita, innescando nuove iniziative – di carattere politico, giornalistico, di semplice curiosità, ma soprattutto in chiave scandalistica.

In questo senso è da considerare l’iniziativa dell’architetto Congestrì, che a noi si è rivolto, chiedendo asilo sulle nostre pagine per dire la sua versione dei fatti; ovvero, la ricostruzione di chi ha vissuto in prima persona questa “tipica vicenda alla vibonese”, l’arch. Carmelo Congestrì, nell’accompagnare il testo inviatoci, chiede che sia proposto alla lettura nella sua integrità specificando: “In relazione ai contenuti, appare quanto mai doveroso specificare che mi assumo la piena paternità e tutte le eventuali derivanti responsabilità per ognuno degli argomenti trattati“.

Abbiamo accolto volentieri la richiesta di pubblicare queste “significative ricostruzioni” da chi sa bene i fatti; ed offriamo ai nostri lettori la dettagliata ricostruzione della vicenda, quale contributo concreto – e diretto – verso una verità che i vibonesi hanno il diritto di conoscere.

scala mobile

Nel merito della gogna mediatica innescata dalle fuorvianti e tendenziose dichiarazioni recentemente rilasciate dall’assessore ai Lavori Pubblici Monteleone, in assenza di alcun riscontro documentale ma basate esclusivamente su personali affermazioni rese al limite tra l’ignoranza più assoluta, la bugia ed in alcuni casi della falsità, ma comunque con derivanti effetti diffamatori e denigratori nei miei confronti, professionista con 45 anni di specchiata attività, resa quasi esclusivamente  nel settore delle Opere Pubbliche, senza mai essere stato coinvolto in qualsivoglia controversia civilistica, amministrativa, penale, o anche solo di carattere deontologico, ritenendo quanto mai doveroso ripristinare la mera verità su fatti e circostanze che hanno caratterizzato l’Opera di che trattasi, mi vedo costretto a replicare per come segue:

  1. A fronte di quanto affermato dal Monteleone assessore “La progettazione, lunghissima e piena di inciampi ….”, questa la documentazione  in Atti dell’Amministrazione Appaltante:
  2. Determina N° 101 del 21/03/2005 per approvazione Studio di Fattibilità redatto dagli Uffici Comunali;
  3. Determina N° 156 del 30/03/2005 per affidamento incarico progettazione;
  4. Delibera N° 353 del 26/10/2005 per approvazione progetto definitivo;
  5. Determina N° 109 del 24/02/2006 per approvazione progetto esecutivo;
  6. La Giunta Comunale con propria Delibera N° 186 del 13/07/2011 e quindi dopo ben 1.965 giorni di immotivato stallo operativo, ha revocato gli Atti per come riportati ai precedenti punti, poiché a suo tempo i competenti Uffici Comunali non avevano formalizzato l’avvio delle procedure espropriative ad una delle tre ditte interessate;
  7. Determina N° 208 del 13/06/2013 per approvazione nuovo progetto preliminare redatto dagli Uffici Comunali;
  8. Delibera Giunta Comunale N° 242 del 12/09/2013 per approvazione nuovo progetto definitivo;
  9. Determina N° 1 del 07/01/2014 per approvazione nuovo progetto esecutivo, specificando che nella nuova progettazione si è dovuto procedere anche all’adeguamento delle opere strutturali alle intervenute (nell’arco degli otto anni nel frattempo trascorsi) nuove norme antisismiche, unitamente alla ricomputazione del costo complessivo dell’Opera, essendo stato nel frattempo approvato anche il nuovo Prezziario Regionale;
  10. Con Determina Dirigenziale N° 518 del 09/12/2014 si è proceduto all’Aggiudicazione  dei lavori di che trattasi all’Impresa CIAM Ascensori, mentre in data 11/02/2015 con rep. N° 72 veniva stipulato il relativo Contratto di Appalto, in seguito rescisso per gravi inadempienze della stessa Impresa ;
  11. Con Contratto rep. N° 8 del 05/05/2015, veniva infine affidato l’incarico di Direttore dei Lavori allo scrivente.

Alla luce degli Atti per come fin qui puntualmente richiamati, appare quanto mai evidente che l’abnorme dilatazione della tempistica intercorsa tra l’approvazione del progetto esecutivo e l’affidamento dell’incarico di D.L. (3.357 giorni), non può in alcun modo essere imputa alla progettazione e quindi ai progettisti.

Ovviamente non ritengo sia dovuta alcuna replica per le ulteriori affermazioni riportate nei 3 diversi articoli e pubblicati da altrettante testate online locali, in assenza di alcun riferimento tecnico e/o fattuale, ma che rivestono caratteri essenzialmente riconducibili a bieco pettegolezzo tra comari dirimpettaie e che hanno raggiunto l’apoteosi nell’articolo pubblicato da “Calabria 7. News”, a firma Raffaele Florio, con affermazioni di estrema gravità avendo costui peraltro palesato ipotetiche “truffe” e comunque nel loro insieme da ritenersi tutte condivise dallo stesso Monteleone, visto che fino ad oggi non ha ritenuto esprimere alcuna sua formale presa di distanza, con espressa riserva di adire le più opportune vie a tutela della mia immagine e professionalità, compreso altresì il coinvolgimento dei due Ordini Professionali di appartenenza (giornalisti ed architetti), in relazione anche a potenziali violazioni deontologiche.

Per ultimo faccio presente che l’importante opera infrastrutturale, non a caso risulta denominata “SCALINATA E COLLEGAMENTO MOBILE TRA IL TERMINAL BUS ED IL CENTRO CITTA’”, proprio perché costituita da 2 elementi strutturali indipendenti, autonomi ed affiancati, cui si accede attraverso unico e comune accesso, sia da Via degli Artigiani che da Via C. Colombo  e pertanto, in attesa della definizione del Collaudo Tecnico Amministrativo relativamente al “Collegamento Mobile” (rampe di scale mobili) e visto che la “Scalinata” risulta ormai da un anno definitivamente Collaudata (18/06/2024), come mai il politico/tecnico Monteleone non propone all’ignaro Sindaco (che si avvale proprio delle competenze specifiche dei propri assessori),  l’immediata apertura all’utenza (tra l’altro proprio quella che si vede costretta a “scavalcare la recinzione e tagliare così un tragitto altrimenti lunghissimo”), della scalinata in acciaio, peraltro provvista di un ampio marciapiede di ingresso attrezzato con grandi aiuole e diverse sedute, una copertura per le intemperie, un impianto di videosorveglianza ed un impianto di pubblica illuminazione dedicato?. Concludo con l’assoluta certezza che lo stesso Sindaco dott. ROMEO saprà porre in atto tutte le personali prerogative, conoscendo le sue attitudini rivolte a risolvere i problemi e non certo a crearli.

Arch. Carmelo Congestrì

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