I suoi legali hanno già presentato ricorso. Lucano è stato dichiarato anche decaduto da sindaco, ma per ora il provvedimento è sospeso perché lo ha impugnato
È la stessa legge – la legge Severino – che fece esultare le sinistre quando con la sua applicazione si cacciò via dal Senato Silvio Berlusconi, adesso però le stesse sinistre la contestano e fanno ricorso!
Le commissioni elettorale dei Tribunali di Reggio Calabria e Cosenza hanno dichiarato Domenico “Mimmo” Lucano incandidabile e lo hanno depennato dalla lista di Avs per le prossime regionali in Calabria. L’europarlamentare e sindaco di Riace era stato candidato nelle circoscrizioni sud e nord ma per via della legge Severino non potrà partecipare alla tornata elettorale a causa della condanna a 18 mesi per falso nel processo “Xenia”.
I suoi legali, gli avvocati Andrea Daqua e Giuliano Saitta hanno comunque presentato ricorso alle Corti d’appello di Reggio Calabria e Catanzaro chiedendo il reinserimento di Lucano nella lista.
È appena il caso di ricordare che Lucano è stato dichiarato anche decaduto da sindaco, sempre ai sensi della Severino, ma per ora il provvedimento è sospeso perché lo ha impugnato e si è in attesa della decisione dell’appello. I legali di Lucano Andrea Daqua e Giulio Saitta, firmando il ricorso d’appello, avevano ribadito che «l’argomento della decadenza da sindaco per Mimmo Lucano è erroneo, perché la norma individua due requisiti alla presenza congiunta dei quali scatta la decadenza: uno è collegato alla entità della condanna, cioè superiore a 6 mesi, e l’altro è collegato alla condotta, cioè deve trattarsi di reato commesso con abuso di potere o in violazione dei doveri».










