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Don Fiorillo, il nostro mondo costruito sulle apparenze non ci fa vedere i tanti Lazzaro che popolano la terra

Don Fiorillo, il nostro mondo costruito sulle apparenze non ci fa vedere i tanti Lazzaro che popolano la terra

da admin_slgnwf75
29 Settembre 2025
in è domenica
Tempo di lettura: 4 minuti
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Riflessioni sulle pagine del Vangelo di domenica 28 settembre

di Mons. Giuseppe Fiorillo

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Carissime, carissimi,

con questa pagina del Vangelo di Luca di questa 26.ma domenica 9 del Tempo Ordinario siamo con Gesù in cammino verso Gerusalemme. Nel viaggio, quante storie, quanti incontri, quante parabole.

Ascoltiamo oggi la parabola del povero Lazzaro e del ricco epulone: “In quel tempo Gesù disse ai Farisei: “C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava sulla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi tra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro ad intingere nell’acqua la punta del dito, ed a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”… (Luca 16,19-31)

Quante volte Gesù, passando di villaggio in villaggio, si sarà incontrato con questa realtà! Difatti, i latifondisti della Palestina, a porte e finestre aperte, ostentavano il loro lusso, nel condividere, ogni giorno, con amici lauti banchetti e vestiti con “roba firmata”: porpora e bisso, prodotti costosi ed importati dal ricco Egitto… e quanti poveri alle loro porte per raccattare qualche briciola, gettata fuori per i cani randagi.

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Questa parabola, narrata per far pensare e riflettere ha due dimensioni: una storico- temporale e l’altra escatologica. Ci fermiamo brevemente, oggi, sulla prima dimensione con i due protagonisti:Lazzaro (Dio aiuta) ed il ricco epulone. Il ricco è senza nome, e rappresenta l’ideologia dominante del tempo di Gesù e di ogni epoca. Lazzaro invece rappresenta il grido silenzioso di tutti gli oppressi della terra.

Lazzaro e l’epulone .

Il ricco epulone è nella comodità della sua casa sempre in festa, Lazzaro è sulla strada, in grande disagio esistenziale. Il ricco ha tutto, il povero niente. Il ricco si atteggia a re (veste come i re con porpora e bisso), il povero è lacero, è un paria che cerca di avere un po’ di quei rifiuti gettati ai cani, i quali, almeno loro, lo attenzionano col leccare le ferite. Nel ricco e nel povero si incontrano due mondi: il primo mondo ed il terzo mondo.

Il nostro mondo, costruito sulle apparenze, sull’avere più che sull’essere, percorre strade che non incontrano mai Lazzaro… ma Lazzaro, col suo povero mondo, vive dentro il nostro sistema di oppressione che produce sempre più “Lazzari” ai quali toglie sempre più dignità di vita.

Lazzaro oggi.

Lazzaro, oggi, è il migrante.Lazzaro sono i profughi, costretti da guerre, siccità, povertà estrema, a fuggire dai propri paesi per una terra più vivibile. Lazzaro spesso è, anche a nostra insaputa, dentro le nostre famiglie, dentro le nostre comunità parrocchiali, dentro i nostri negozi .Lazzaro sono gli anziani che ingoiano lacrime di solitudine, sono gli ammalati terminali che muoiono senza una carezza, sono i nostri bimbi, carichi spesso di cose, ma poveri di affetto e di attenzione.

Le piaghe.

E poi ci sono le piaghe di Lazzaro, inflitte oggi a lui da mafie, corruzioni, malgoverno, ma soprattutto dalla nostra indifferenza, grande male dei nostri tempi.

Lazzaro- Cristo.

Solo quando avremo pietà di Lazzaro, accasciato sulle porte delle nostre chiese o presso gli usci delle nostre case, allora, “quando avremmo scelto l’umano contro il disumano” (Davide Maria Turoldo) conosceremo Cristo che ci dirà: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi… entrate, entrate nella gioia della mia Casa (Matteo 25, 35-36).

Buona domenica con un monito che ci viene da san Giovanni Crisostomo (Antiochia di Siria 344 – 14 settembre, 407 d.C.): “Vuoi onorare il corpo di Cristo? Bene! Dopo averlo onorato in chiesa non disprezzarlo quando è coperto di stracci fuori della porta della chiesa”.

Don Giuseppe Fiorillo

Tags: epulonegesùlazzarovangelo

admin_slgnwf75

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