• Contatti
lunedì, Maggio 11, 2026
  • Login
ViViPress
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
ViViPress
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
Sinner e la libertà smarrita. Quando il valore della libertà si confonde con il prezzo della prestazione

Sinner e la libertà smarrita. Quando il valore della libertà si confonde con il prezzo della prestazione

da admin_slgnwf75
27 Ottobre 2025
in opinioni
Tempo di lettura: 2 minuti
Share on FacebookShare on Twitter

Oggi la cultura dominante considera la libertà come proprietà privata e la democrazia come orpello formale

di Franco Cimino

Ti potrebbe anche piacere

Aldo Moro e la sua costante attualità nel mondo che non ha più guida

Oggi è morto Aldo Moro. E non lo piange nessuno…

10 Maggio 2026
162
Vibo Valentia il giorno dopo la fiaccolata, il vero nemico oggi è la rassegnazione

Vibo Valentia il giorno dopo la fiaccolata, il vero nemico oggi è la rassegnazione

9 Maggio 2026
220

La scelta di Jannik Sinner di non partecipare alla Coppa Davis ha diviso l’Italia.
Una metà lo condanna come traditore della patria sportiva, l’altra lo difende come professionista moderno, libero di decidere secondo la propria logica di lavoro. Entrambe le posizioni, però, sfiorano appena la questione vera: non è Sinner il problema, ma la cultura che lo ha formato.

Io vengo da un’altra stagione, quella in cui la politica era un confronto di idee, di dottrine, di visioni del mondo.
Negli anni della mia giovinezza nella Democrazia Cristiana, era normale definirsi socialisti, comunisti, liberali, repubblicani o cattolici democratici. Ciascuno portava un pensiero, una scuola, una tradizione. Quel pluralismo — autentico e persino conflittuale — nutriva la democrazia e dava significato alla partecipazione.
Poi arrivarono gli anni Novanta, Mani Pulite, la “discesa in campo”. L’Italia politica cambiò pelle.
I partiti storici scomparvero, le culture politiche furono archiviate come corruzione del passato.
Si impose una sola parola d’ordine: liberale.

Ma quella parola, nobile nella sua storia, fu svuotata. Da ideale di libertà responsabile divenne giustificazione dell’arbitrio, sinonimo di individualismo, espressione del diritto di ciascuno a fare ciò che vuole senza più regole comuni.

Oggi la cultura dominante è questa: la libertà come proprietà privata, la democrazia come orpello formale. E lo sport, un tempo luogo di valori e di identità collettiva, è diventato il campo d’addestramento di questa ideologia. L’atleta non rappresenta più un popolo: è un’azienda globale.
Sinner, con il suo entourage internazionale di manager, tecnici, medici e sponsor, non è soltanto un tennista: è un’impresa economica che deve produrre reddito, visibilità, profitto. Pretendere che rinunci a tornei milionari per amore di patria è ingenuo. Non perché manchi di sentimento, ma perché appartiene a un sistema che misura tutto in termini di rendimento.

Non è lui ad aver tradito la bandiera; è il nostro tempo ad averla sbiadita confondendo il valore della libertà con il prezzo della prestazione. Per questo Sinner ha insieme ragione e torto. Ha ragione come figlio coerente della sua epoca; ha torto come erede inconsapevole di una cultura che ha smarrito il senso della comunità. Non serve condannarlo: serve interrogarsi su di noi, su un Paese che ha smesso di discutere di idee, che ha perso la sua grammatica democratica.
La libertà, da sola, può diventare prepotenza, in questa falsa cultura liberale. Solo la democrazia riesce a tenerla insieme con la giustizia, a unire individuo e collettività, profitto e solidarietà, economia e umanità. Progresso e Democrazia.
È da qui che dovremmo ripartire.
Forse il problema non è che Sinner non giochi la Coppa Davis.
Il problema è che noi, come società, non giochiamo più la partita della democrazia. E io che sono rimasto profondamente democratico – né liberale, né progressista, ma ambedue le culture di quell’unificante valore – soffro molto. Anche vedendoli giocare, i nostri straricchi campioni.
PS: adesso corro a vedere con quale facilità Jannik ha vinto la finale del torneo internazionale di Vienna

Tags: democrazialiberalelibertàproprietà privatasinnervalore

admin_slgnwf75

Articoli Simili

Aldo Moro e la sua costante attualità nel mondo che non ha più guida

Oggi è morto Aldo Moro. E non lo piange nessuno…

da redazione
10 Maggio 2026
162

Moro, il cattolico illuminato, il laico spiritualmente ispirato, il filosofo della libertà e del diritto, il politico italiano dal pensiero...

Vibo Valentia il giorno dopo la fiaccolata, il vero nemico oggi è la rassegnazione

Vibo Valentia il giorno dopo la fiaccolata, il vero nemico oggi è la rassegnazione

da Maurizio
9 Maggio 2026
220

Dopo l’entusiasmo civile seguito a Rinascita Scott, la città, dinanzi a questo ritorno delle intimidazioni, appare stanca e sfiduciata. Ma...

Il mio 1° maggio è quello di don Mimmo Battaglia. Le sue parole sono le mie che non ho trovato in me

Il mio 1° maggio è quello di don Mimmo Battaglia. Le sue parole sono le mie che non ho trovato in me

da admin_slgnwf75
2 Maggio 2026
153

Don Mimmo è poeta. Qualsiasi cosa dica, le sue parole diventano poesia. Sono spontanee, meditate, mai costruite a tavolino. E...

25 aprile, la libertà tradita: quando la piazza esclude e dimentica che “libertà è partecipazione”

25 aprile, la libertà tradita: quando la piazza esclude e dimentica che “libertà è partecipazione”

da Maurizio
26 Aprile 2026
198

Dalla lezione di Giorgio Gaber agli assurdi fatti di cronaca di Milano, Bologna, Roma. Libertà è partecipazione. Non esclusione. Non...

Prossimo
Traffico bloccato per un incidente tra Catona e Villa San Giovanni

Traffico bloccato per un incidente tra Catona e Villa San Giovanni

ViViPress – i fatti raccontati in libertà

Supplemento online di Pagine Vibonesi
Direttore Responsabile Maurizio Bonanno
Registrazione Tribunale di Vibo Valentia n. 76 del 12/02/1993

Edizioni Il Cristallo
e-mail: redazione@vivipress.com

  • Contatti

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews