Questa pronuncia potrebbe innescare un effetto domino di contenziosi con potenziali ricadute economiche significative per le casse comunali, soprattutto in Calabria dove molti rilevatori erano stati messi solo per fare cassa.
Il Tribunale di Cosenza ha emesso un’ordinanza d’ingiunzione che potrebbe rappresentare una vera e propria svolta nella gestione degli autovelox irregolari. Non si tratta più solo di annullare le multe: il Comune di Cosenza dovrà risarcire i danni causati agli automobilisti che hanno subito sanzioni da dispositivi di rilevamento della velocità non omologati o installati senza rispettare le prescrizioni normative.
A ritornare sull’argomento il giornale on line specializzato Moto.it.
La decisione arriva dopo anni di contestazioni e ricorsi che hanno evidenziato come molti autovelox presenti sulle strade italiane operassero in una zona grigia normativa, quando non in aperta violazione delle regole.
Cosa prevede la normativa vigente: il Codice della Strada non lascia dubbi di interpretazione, i dispositivi di rilevamento della velocità devono essere omologati secondo precise specifiche tecniche e la loro installazione deve seguire criteri ben definiti. Devono essere posizionati in tratti pericolosi, adeguatamente segnalati e, soprattutto, devono rispettare i requisiti previsti dal decreto ministeriale di riferimento.
Il sito aveva evidenziato più volte però, “che sono emerse numerose irregolarità: autovelox privi della necessaria omologazione, apparecchiature obsolete non più conformi agli standard aggiornati, installazioni in punti non giustificati da reali esigenze di sicurezza. Il risultato? Migliaia di multe contestabili e, in molti casi, illegittime. Da qui, il caos”.
“Secondo la sentenza cosentina – sempre secondo Moto.it – l’utilizzo di dispositivi irregolari configura una responsabilità dell’ente locale che va oltre la semplice illegittimità dell’atto amministrativo. Il Comune, infatti, viene chiamato a rispondere dei danni patrimoniali subiti dai cittadini: non solo la restituzione dell’importo della sanzione, ma anche eventuali spese legali e gli interessi maturati.
Un precedente che potrebbe aprire la strada a una valanga di richieste di risarcimento in tutta Italia, considerando che sono diverse decine i comuni sotto la lente d’ingrandimento per la gestione irregolare degli autovelox.
Per chi guida una moto o un’auto e si è visto recapitare una multa da autovelox, la notizia apre prospettive interessanti. Prima di pagare, vale la pena verificare se il dispositivo che ha “pizzicato” il veicolo sia effettivamente in regola: esistono elenchi pubblici degli autovelox omologati e delle postazioni autorizzate. In caso di dubbi, un ricorso in Prefettura o al Giudice di Pace potrebbe non solo portare all’annullamento della sanzione, ma anche – alla luce di questa sentenza – a un risarcimento del danno. Attenzione però ai tempi: i termini per impugnare una multa sono piuttosto stretti (60 giorni dalla notifica)”.
La pronuncia del Tribunale di Cosenza potrebbe innescare un effetto domino di contenziosi con potenziali ricadute economiche significative per le casse comunali.
“Per noi motociclisti, abituati a confrontarci quotidianamente con limiti di velocità e sistemi di rilevamento – conclude la rivista on line – si tratta di una vicenda da seguire con attenzione. Non tanto per cavalcare l’onda del “liberi tutti”, quanto per pretendere che le regole – quando ci sono – vengano applicate correttamente da tutti, amministrazioni pubbliche comprese. Certo… non è facile”.










