Sulla questione di “fuggire” dalla Provincia di Vibo Valentia, interviene il Presidente del Gal Terre Vibonesi
Ci sono momenti in cui il silenzio diventa complicità. Io non posso e non voglio esserlo. Ecco perché scrivo queste parole.
Così il presidente del Gal Terre Vibonesi, Vitaliano Papillo, già sindaco di Gerocarne, si rivolge direttamente al sindaco di Serra San Bruno che ha lanciato la provocazione dichiarando di voler tornare in provincia di Catanzaro. Papillo fa una precisazione in premessa: “Non scrivo con leggerezza, né per alimentare polemiche sterili. Scrivo con il cuore di chi ama profondamente questa terra e crede ancora, nonostante tutto, nel valore delle Istituzioni come casa comune: quel luogo dove le differenze si compongono e i problemi si affrontano insieme”.
Conosco Alfredo Barillari – precisa Papillo – stimo il suo impegno, riconosco la passione che mette ogni giorno al servizio di Serra San Bruno. Non a caso, come GAL, lavoriamo fianco a fianco su progetti concreti per il futuro del territorio. E proprio perché c’è stima, proprio perché c’è rispetto reciproco, sento il dovere di dire quello che penso. Anche quando costa fatica.
Capisco la rabbia – afferma – Capisco la frustrazione di chi vede la propria comunità privata di servizi essenziali. Di chi ogni giorno deve fare i conti con una sanità che non risponde, con trasporti che non esistono, con una montagna che si svuota mentre tutti guardiamo impotenti. So che questa provocazione nasce da lì: dal desiderio sacrosanto di scuotere le coscienze, di gridare che i problemi esistono e vanno affrontati. Ma proprio perché condivido quella rabbia, proprio perché anch’io vivo quei problemi sulla mia pelle e su quella delle persone che amo, credo che la risposta debba essere diversa.
E spiega: “Serra San Bruno non è un comune qualunque. È il cuore pulsante dell’entroterra vibonese, il riferimento istituzionale per decine di piccoli paesi. È il comune che siede ai tavoli dove si decide il futuro della provincia, che guida il distretto socio-sanitario, che ha voce nei luoghi dove si costruiscono le soluzioni”.
Papillo si rivolge sempre direttamente al sindaco di Serra San Bruno: Caro Alfredo, sono con te nelle battaglie per difendere i diritti dei cittadini. Ma non posso condividere una scelta che, pur nata da una preoccupazione legittima, rischia di indebolire proprio quella voce che Serra ha dentro la provincia.
Quindi pone una questione precisa attraverso alcuni interrogativi: “La questione è questa: se chi rappresenta le Istituzioni le mette in discussione dall’interno, come si può poi pretendere che quelle stesse istituzioni ascoltino? Come si può sedere ai tavoli decisionali e allo stesso tempo negarne la legittimità?Essere consequenziali con questo gesto significherebbe rinunciare alla guida del distretto socio-sanitario, uscire dalla conferenza dei sindaci della sanità, abbandonare tutti gli organismi provinciali e tanto altro. Ma questa non è la strada giusta. Non è così che si cambiano le cose”.
“Le energie, la rabbia, la determinazione devono essere indirizzate verso ciò che unisce, non verso ciò che divide. Solo restando uniti, solo rafforzando la presenza istituzionale, si possono ottenere risposte concrete. I gesti simbolici rischiano di isolare, di far perdere quella forza che esiste quando si parla con una voce sola. Questa non è una critica personale – conclude Vitaliano Papillo – È un appello accorato e sincero di chi crede che insieme si possa fare molto di più”.









