L’ex candidato presidente torna in Europa dopo un test drive da consigliere: due presenze in Consiglio regionale sono bastate per capire che il futuro è altrove…
di Marcello Bardi
Alla fine l’arcano è stato svelato. La lunga fase di riflessione — quella che ormai in Calabria si commentava con lo stesso pathos delle previsioni del meteo — è terminata: Pasquale Tridico non resterà in Consiglio regionale. Ha scelto Strasburgo.
La suspense è finita. Finalmente possiamo dormire sonni tranquilli: Pasquale Tridico ha sciolto il suo celebre dubbio amletico. Restare o non restare in Calabria? Andare o non andare a Strasburgo? Beh, tranquilli: è andato. D’altronde nessuno aveva scommesso un centesimo sul contrario — neanche i più ottimisti, quelli che credono ancora ai saldi del Black Friday.
La notizia era talmente inattesa che alcuni hanno dovuto sedersi. Altri hanno chiesto un bicchiere d’acqua. Qualcuno si è chiesto se avesse letto bene. Tridico, l’uomo che doveva guidare il “campo largo” calabrese verso la riscossa regionale, ha ringraziato tutti e ha impacchettato metaforicamente i suoi appunti da consigliere regionale dopo appena due sedute, giusto il tempo di capire dove fosse posizionata la macchinetta del caffè, poi ha salutato Palazzo Campanella per tornare tra le poltrone europee.
Al suo posto subentrerà Elisabetta Barbuto del M5S, che probabilmente ha già pronto il casco da minatore per scavarsi un varco tra le macerie politiche lasciate da questa candidatura-lampo.
Diciamoci la verità: durante la campagna elettorale il tormentone era sempre quello. “E se perde, lascia Strasburgo?” E lui, sicuro come quelli che dicono “tranquilli, ho studiato”, rispondeva: “Io vincerò, problema risolto”. Purtroppo le urne hanno avuto un’opinione diversa e il problema si è posto eccome. Ma evidentemente la risposta stava già pronta nel cassetto.
Per un attimo, qualcuno aveva anche sperato di vederlo davvero nei panni del capogruppo d’opposizione: un’esperienza nuova, un po’ come provare il paddle dopo anni di calcetto. E invece no, Strasburgo ha vinto il confronto. Forse per nostalgia, forse per affetto, forse per abitudine. Un po’ come quando, di fronte alla dieta, scegli comunque la pizza.
Qualcuno ha insinuato che la sua presenza nelle prime due sedute fosse solo un test drive, un “proviamoci, male non fa”. Una comparsata, insomma. Magari un brivido di novità, tipo quando si prova una moto d’acqua in vacanza e poi si decide che è meglio tornare al lettino sotto l’ombrellone. Anche perché il mare di Strasburgo è molto più calmo.
Insomma, capitolo chiuso. Tridico vola di nuovo in Europa, la Calabria resta con un posto da consigliere fresco fresco da assegnare e tutti possono finalmente smettere di chiedersi quale sarebbe stata la sua scelta.
Fine della “farsa”? No, dai: chiamiamola pure commedia leggera. Con finale prevedibile, ma… almeno qualche sorriso ce lo ha regalato.










