L’europarlamentare rivendica una visione politica che punta a un’Europa più attenta alla specificità dei territori e meno vincolata a quella che definisce “ideologia”
Un voto che, secondo Denis Nesci, europarlamentare calabrese di Fratelli d’Italia, segna “una vittoria politica storica” e apre una nuova fase nel rapporto fra regolamentazione ambientale europea e tutela delle filiere produttive locali. L’Aula del Parlamento europeo ha infatti approvato una revisione del regolamento sulla deforestazione, provvedimento che negli ultimi mesi aveva suscitato preoccupazioni in diversi settori strategici dell’economia italiana.
Per Denis Nesci, membro del gruppo ECR, si tratta di un risultato ottenuto “con competenza e determinazione”, che dimostrerebbe – a suo giudizio – come “l’ideologia arretri di fronte al buon senso”. L’eurodeputato sottolinea come la modifica votata permetta di “correggere un regolamento nato male e pericoloso” per comparti centrali del sistema produttivo nazionale: agricoltura, allevamento, legno, carta e caffè.
Densi Nesci attribuisce il successo negoziale al lavoro del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei e alla “linea chiara del Governo Meloni”, sostenendo che Bruxelles abbia dovuto “riconoscere la realtà” e rivedere una normativa che, nella versione iniziale, avrebbe introdotto obblighi ritenuti “irragionevoli” e scadenze difficili da rispettare. Misure che, secondo l’eurodeputato, avrebbero pesato in modo particolare sulle aree più fragili del Paese, “soprattutto il Sud e la Calabria”.
Il nuovo assetto normativo, sempre nella lettura di Nesci, consentirebbe di allentare il carico burocratico e di evitare ripercussioni negative su imprese e produttori, garantendo al contempo un approccio ambientale più equilibrato e sostenibile.
Denis Nesci annuncia che il lavoro proseguirà: “Continueremo a difendere chi produce, chi lavora e chi tiene in vita i nostri territori”.

L’europarlamentare rivendica una visione politica che punta a un’Europa più attenta alla specificità dei territori e meno vincolata a quella che definisce “ideologia”, condensando il messaggio in uno slogan: “Meno burocrazia, più Italia. Meno ideologia, più futuro”..
La partita, però, non è conclusa. Le misure sulla deforestazione restano al centro del dibattito europeo tra esigenze ambientali, tutela del mercato unico e protezione delle filiere nazionali. Il voto odierno, salutato da Densi Nesci come un segnale di svolta, apre ora una nuova fase negoziale che sarà cruciale per definire l’equilibrio tra sostenibilità e competitività.









