San Calogero è chiamata a reagire con fermezza, riaffermando che la violenza e l’intimidazione non troveranno mai spazio nella sua comunità
Un gesto grave scuote la comunità sancalogerese alla vigilia del nuovo anno e apre una ferita profonda nel già delicato clima politico locale. Nella notte di San Silvestro, tra il 31 dicembre 2025 e l’alba di Capodanno, ignoti hanno esploso diversi colpi di arma da fuoco contro la serranda e la vetrata dell’attività commerciale dell’imprenditore Michele Maccarone, 68 anni, da poco tempo ufficialmente candidato alla carica di sindaco del Comune di San Calogero alle prossime elezioni amministrative di primavera.
A fare la scoperta è stato lo stesso Maccarone nella mattinata del 1° gennaio, quando ha trovato la sua rivendita di mobili e attrezzature sanitarie danneggiata dai proiettili. Un episodio che va ben oltre il semplice atto vandalico e che assume i contorni di una vera e propria intimidazione, tanto più grave perché indirizzata a un cittadino che ha scelto di impegnarsi in prima persona nella vita pubblica del paese.


Immediata la denuncia ai carabinieri, che hanno avviato le indagini. I militari dell’Arma avrebbero già acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, elementi ritenuti fondamentali per risalire agli autori del gesto e chiarire il contesto in cui è maturato.
La notizia ha destato forte preoccupazione e indignazione in paese. Colpire con armi da fuoco l’attività di un candidato a sindaco significa colpire non solo una persona, ma l’intera comunità e il principio stesso di partecipazione democratica. È un segnale inquietante che richiama alla memoria stagioni buie, che San Calogero e il territorio non possono e non devono rivivere.
Lo stesso Michele Maccarone non nasconde la sua lettura dei fatti: «La matrice è chiaramente politica – ha dichiarato –. A qualcuno, evidentemente, dà fastidio la mia discesa in campo. Ma questi mascalzoni stiano tranquilli: non è mia intenzione indietreggiare nemmeno di un millimetro».
Parole ferme, che suonano come una risposta diretta a chi ha tentato di intimidire e condizionare con la violenza.
«Continuerò la mia battaglia civica per il paese – ha aggiunto – e combatterò con tutte le mie forze, e con gli strumenti democratici che la Costituzione italiana mette a disposizione, un’amministrazione comunale che fomenta un clima di divisione e odio».
L’auspicio, ora, è che le indagini facciano rapidamente luce sull’accaduto e che vi sia una condanna unanime, senza ambiguità, da parte di tutte le forze politiche e sociali. Perché episodi come questo non possono essere derubricati a fatti isolati: rappresentano un attacco diretto alla libertà di scelta dei cittadini e al diritto, sancito dalla Costituzione, di candidarsi e partecipare alla vita democratica senza paura. San Calogero è chiamata a reagire con fermezza, riaffermando che la violenza e l’intimidazione non troveranno mai spazio nella sua comunità.









