Avrebbero minacciato di danneggiare il cantiere di un imprenditore di Bisignano se non avesse loro corrisposto il pizzo
Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Cosenza, Andrea Odierno, ha disposto la misura cautelare in carcere nei confronti di due indagati accusati di aver minacciato di danneggiare il cantiere di un imprenditore di Bisignano, che si era aggiudicato tre appalti pubblici relativi alla realizzazione di opere di fognatura, del nuovo cimitero e di alcune rotonde stradali, se non avesse corrisposto il pizzo, «quantificato in 3.000 euro in contanti»
I due, Davide Naccarato accompagnato da Emanuele Apuzzo, si sarebbero recati dall’imprenditore per conto del clan guidato da Rinaldo Gentile e gli avrebbero fatto la richiesta di pagamento di una somma pari al 3% del valore dell’appalto appena ottenuto, ma l’uomo nell’immediatezza si sarebbe rifiutato di pagare la somma e allora Emanuele Apuzzo sarebbe passato alle minacce. «Le mogli dei carcerati stanno venendo e giustamente è Natale anche per loro».
Questo forse, insieme ad altre minacce avrebbe convinto l’imprenditore sul da darsi nell’immediatezza: il 22 dicembre 2025, Apuzzo si farà consegnare 3000 euro in contanti di cui ne trattiene 2.500 e ne consegna 500 a Naccarato. L’episodio tuttavia è stato documentato dai Carabinieri di Rende che hanno proceduto con l’arresto in flagranza proprio di Apuzzo, ora portato in carcere insieme a Naccarato.










