La società ha già individuato il nuovo allenatore che assumerà la guida tecnica della prima squadra già domani pomeriggio
Doveva essere una stagione di rilancio e all’inizio della stagione lo sembrava davvero. La Vibonese aveva iniziato il campionato di Serie D con idee chiare, gioco riconoscibile e risultati incoraggianti, affidandosi a un allenatore di comprovate capacità come Raffaele Esposito. Poi, lentamente ma inesorabilmente, tutto è cambiato. E non per caso.
La caduta verticale in classifica dei rossoblù non nasce sul campo, ma nelle stanze della società. Nei mesi scorsi, mentre il campionato era pienamente in corso, la dirigenza ha scelto scientemente di smantellare l’organico, cedendo i migliori elementi per fare cassa, inseguendo le famigerate “plusvalenze” anche a costo di indebolire drasticamente la squadra. Una scelta legittima dal punto di vista economico, forse, ma devastante sotto il profilo sportivo. E soprattutto una scelta che ha lasciato l’allenatore solo, senza gli strumenti minimi per competere.
Esposito ha provato ad andare avanti tra mille difficoltà, adattando uomini e ruoli, tamponando emergenze continue, ma il prezzo da pagare era scritto. L’umiliante sconfitta casalinga per 3-1 contro l’Enna è stata solo l’ultimo atto di una crisi annunciata, il punto di rottura di un progetto già svuotato dall’interno.
E così, come spesso accade nel calcio, si è scelto la strada più semplice: cambiare l’allenatore per dare l’illusione di una svolta. Il comunicato ufficiale parla di “risoluzione consensuale” e di “riflessione condivisa sul percorso tecnico della squadra”. Parole educate, quasi burocratiche, che però faticano a nascondere la realtà dei fatti: Raffaele Esposito è stato trasformato nell’agnello sacrificale per consentire alla società di scaricare altrove responsabilità che invece hanno nomi e cognomi ben precisi.
Il presidente e il direttore sportivo non possono chiamarsi fuori. Sono loro ad aver deciso di indebolire la rosa a campionato in corso, sono loro ad aver messo in difficoltà un allenatore che aveva dimostrato di saper lavorare e di ottenere risultati. Oggi si ringrazia Esposito per “il lavoro svolto”, ma lo si accompagna alla porta senza un’autocritica vera, senza ammettere errori di gestione che hanno portato la Vibonese sull’orlo del baratro.
Il nuovo allenatore è già stato individuato e guiderà il primo allenamento già domani al “Marzano”. A lui va l’augurio di buon lavoro, ma anche un avvertimento: senza un cambio di rotta societario, senza scelte coerenti e responsabili, nessun tecnico potrà fare miracoli.
La Vibonese non aveva bisogno di un capro espiatorio. Aveva bisogno di chiarezza, di progettualità e di rispetto per chi lavora sul campo. E oggi, purtroppo, la sensazione è che si sia scelta ancora una volta la via più comoda, non quella più giusta.











