Si tratta di un vicino di casa che avrebbe sparato verso l’auto della vittima dal quinto piano di uno stabile il tutto per questioni di cattivo vicinato
Era fondata l’ipotesi di omicidio formulata ieri dopo il ritrovamento del cadavere di Luca Carbone, il 48enne ucciso ieri mattina a colpi d’arma da fuoco nel quartiere di Via Popilia a Cosenza.
Questa mattina, infatti, i Carabinieri hanno fermato Francesco De Grandis, con l’accusa di omicidio.
L’uomo è un vicino di casa della vittima con la quale aveva alcuni dissapori per questioni di vicinato.
Secondo quanto ricostruito in questa fase delle indagini, l’autore del delitto avrebbe esploso diversi colpi d’arma da fuoco da un appartamento situato in una palazzina posta di fronte al veicolo all’interno del quale si trovava la vittima, colpendola mortalmente.
Le perquisizioni effettuate all’interno dello stabile, infatti, hanno consentito di individuare, in uno degli appartamenti, un’arma compatibile con quella utilizzata per l’esplosione dei colpi che hanno causato la morte di Luca Carbone.
Nel corso dell’interrogatorio davanti al Pubblico Ministero, il presunto colpevole ha ammesso di aver sparato in direzione della vittima, sostenendo tuttavia di aver agito con l’intento di intimidirla, senza volerla uccidere proprio a causa di questi conflitti esistenti tra i due e che comunque è stato casuale che uno dei proiettili esplosi abbia colpito il vicino al torace uccidendolo.










