Erano stati lanciati all’interno della struttura in due involucri lanciati oltre il perimetro di sicurezza dell’istituto
È passato solo un mese dalla clamorosa operazione sull’ingresso e l’uso di telefoni cellulari nelle aree di alta sicurezza, gestiti da detenuti sottoposti al regime più restrittivo, con 31 indagati per introduzione illecita di dispositivi e ricettazione aggravata dall’associazione mafiosa e dove dli investigatori hanno ricostruito il traffico di oltre 150 telefoni e 115 schede sim utilizzate a Genova-Marassi per mantenere contatti con affiliati liberi o reclusi altrove.
Una pratica a quanto pare comune visto che, durante un’attività di vigilanza ordinaria, gli agenti della polizia penitenziaria in servizio alla casa circondariale di Cosenza hanno individuato e sequestrato due involucri lanciati oltre il perimetro di sicurezza dell’istituto che contenevano sostanze stupefacenti, microtelefoni, caricabatterie e cavetti Usb.
A dare la notizia Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto, e Francesco Ciccone, segretario nazionale del Sappe, in una nota sindacale diffusa alla stampa.
Negli ultimi mesi, spiegano i rappresentanti sindacali, l’attività di vigilanza è stata rafforzata e resa sempre più mirata, producendo risultati significativi. Il sequestro di Cosenza si aggiunge così a una serie di interventi che dimostrano come l’attenzione sul fronte della sicurezza resti alta, nonostante le difficoltà strutturali e organizzative che caratterizzano molte realtà penitenziarie italiane.
I due dirigenti sottolineano che l’intervento è stato portato a termine con tempestività e professionalità e che il coordinamento dell’operazione è stato affidato al comandante del Reparto, Annarosa Massimo. Nella stessa comunicazione, Durante e Ciccone collocano il sequestro “all’interno di una strategia più ampia di contrasto all’introduzione di oggetti non consentiti, che — a loro dire — sta producendo risultati significativi”.
Il sindacato evidenzia come “l’esito positivo dell’intervento arrivi nonostante la grave carenza di personale che continua a interessare la struttura cosentina. Nella nota si richiama il senso del dovere e la dedizione dimostrati dagli uomini e dalle donne della polizia penitenziaria in servizio, indicati come elementi determinanti per il buon esito delle attività di controllo quotidiane”.









