Tra i momenti di maggiore interesse e partecipazione attiva, il dibattito incentrato sull’importanza della comunicazione nell’epoca dei social network e dell’Intelligenza Artificiale
Il Festival delle Arti di Vibo Valentia, conclusosi pochi giorni fa e di scena al Liceo classico M. Morelli ed al Liceo artistico D. Colao, si è rivelato molto più di una semplice rassegna scolastica: è stato un vero e proprio laboratorio civile, uno spazio di confronto vivo e necessario in cui studenti, istituzioni, artisti, giornalisti e testimoni di giustizia hanno messo in discussione il presente. Un luogo in cui la parola non è stata anestetizzata né banalizzata, ma restituita al suo peso specifico, alla sua funzione fondativa di libertà e di democrazia.
Tra i momenti di maggiore interesse e partecipazione attiva, il dibattito svoltosi nell’aula magna del liceo “Morelli”, incentrato sull’importanza della comunicazione nell’epoca dei social network e dell’Intelligenza Artificiale. Un tema che ha intercettato in modo diretto le inquietudini delle nuove generazioni, chiamate oggi a muoversi in uno spazio comunicativo sempre più rapido, pervasivo e spesso opaco.
Sul piano filosofico e sociologico, Giap Parini e Maurizio Bonanno hanno offerto due prospettive diverse ma complementari, accomunate dalla volontà di demistificare il presunto potere coercitivo dell’Intelligenza Artificiale. Presentati dal Dirigente scolastico Raffaele Suppa che, dopo aver ricordati che entrambi sono ex allievi del liceo Morelli, ha espresso le sue perplessità verso una società che verte sul curare l’effimero sino al rischio di un nuovo analfabetismo funzionale, i due sociologi hanno posto al centro del loro intervento, il ruolo insostituibile del singolo, che attraverso la cultura e l’esercizio del pensiero critico può e deve opporsi a ogni forma di omologazione.
Giap Parini, Direttore del Dipartimento di Sociologia dell’Unical, ha sviluppato un’analisi fortemente critica e per certi versi distopica, mettendo in guardia dal rischio che l’Intelligenza Artificiale possa erodere le basi del pensiero critico. In questo scenario, il logos – inteso come parola condivisa, comunitaria e consapevole – resta il garante fondamentale della libertà individuale e della tenuta democratica.
Diversa, ma non meno incisiva, la prospettiva di Maurizio Bonanno (tra l’altro componente il Direttivo dell’ASI Calabria) che, forte della sua esperienza giornalistica – è il Direttore delle emittenti televisive TeleSpazio Tv e Calabria Tv – ha acceso i riflettori sull’influenza dei media nella costruzione del consenso politico e sulla necessità, per il singolo, di sviluppare forme di resistenza all’omologazione sociale. Un richiamo netto alla responsabilità individuale nel discernere, verificare e interpretare le informazioni.
In questo percorso di riflessione, la lingua greca è emersa non solo come disciplina di studio, ma come autentico metodo di vita: individuata un’idea principale, si aprono infinite possibilità di interpretazione. È il punto di vista individuale a rendere possibile la differenza, spingendo a rifiutare versioni precostituite della realtà per elaborare una visione del mondo autentica e consapevole.
La scuola, in questo senso, si conferma luogo privilegiato di formazione critica, capace di educare al valore della parola, analizzata dall’antichità classica fino alle odierne fake news. Un percorso che attraversa i secoli e che oggi si rivela più urgente che mai.
A chiudere il dibattito, un appello condiviso: non smarrire la forza della narrazione, difendere la lucidità umana e custodire la capacità critica come strumenti fondamentali per abitare il presente senza subirlo. In un tempo dominato dagli algoritmi, resta l’uomo, con la sua parola, a dover scegliere da che parte stare.









