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L’arte non si inchina ai miserabili

L’arte non si inchina ai miserabili

da admin_slgnwf75
21 Gennaio 2026
in opinioni
Tempo di lettura: 5 minuti
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A proposito dell’incredibile paradossale vicenda del Direttore d’orchestra Beatrice Venezi

di Carlo Maiolo Franzé

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Il campanilismo maschilista, che reclama l’uomo come la persona più adeguata, la migliore possibile, a dirigere un’orchestra: è duro a morire. Allo stesso modo, pur correndo l’anno 2026, non si riesce a scalfire l’atavico, sfavorevole, erroneo pregiudizio nei confronti della donna che sale sul podio per guidare 60…70…80 e più musicisti, i quali devono a lei sottoporsi per il nobile fine di servire l’Arte di Euterpe. Ma le cose, in questo senso e per fortuna di tutti coloro che amano la musica classica, sono iniziate – già da tempo – a cambiare: tanto all’estero, dove è molto ammirata l’ucraina Oksana Lyniv, quanto in Italia.

Nel nostro bel Paese – infatti – sono emerse non da poco tempo, anzi, imponendosi all’attenzione del pubblico che frequenta i teatri d’opera e gli auditorium…a quella dei giornali del settore e non…e a quella dei critici musicali più esigenti, cinque figure femminili con in mano la fatidica bacchetta. Si tratta di Speranza Scappucci, che il noto conduttore televisivo Corrado Augias ha chiamato ad affiancarlo, nel 2022, nel programma della RAI-TV: “La gioia della musica”; e poi, di Isabella Ambrosini, Gianna Fratta, Maria Luisa Macellaro La Franca, Beatrice Venezi. Quest’ultima (appassionata divulgatrice dell’arte musicale, tanto che i suoi primi due libri hanno avuto diverse ristampe) è la più giovane, appena trentacinquenne, di questo manipolo di direttori d’orchestra in gonnella; malgrado ciò, lei è riuscita a piantare la bandiera della sua presenza artistica in tutte le più importanti nazioni, ad eccezione degli U.S.A. e del Canada.

Ebbene, proprio dall’insediamento del Governo Meloni (ottobre 2022, di cui diviene – la Venezi – consulente per la musica al Ministero della Cultura): parte un fuoco di fila di aspre denigrazioni e di subdole insinuazioni contro questa donna lucchese.

Fascista! Amichetta di Giorgia! Raccomandata di ferro con scarno curriculum!

Questi sono – solo – alcuni degli epiteti, riferibili, con i quali la più giovane, nota direttore d’orchestra italiana viene appellata; gli altri aggettivi mi rifiuto, come uomo dotato di normale senso del pudore, di elencarli.

Due anni addietro, quando Beatrice Venezi prende posto al centro del palcoscenico tra i suoi orchestrali, schierati a mezzaluna di fronte a lei, ed è sul punto di dare l’incipit del primo brano previsto dal programma di sala, dal loggione del Teatro dell’Opera di Nizza le piovono addosso, all’unisono, gli schiamazzi di un gruppo di giovani facinorosi che le intimano di andarsene via. Il buonsenso degli spettatori, che gremiscono la platea e i palchi dello storico edificio, sollecita i medesimi a rispondere con una bordata di fischi rivolta a quegli scalmanati “melomani” e, nel contempo, a rivolgere un fragoroso applauso alla Venezi.

A questa volgare buffonata, segue una pagliacciata, di genere diverso,  nella città di Arlecchino e Pantalone. A Venezia, infatti, il grande ensemble strumentale de “La Fenice”: decide di “mettere in scena” il boicottaggio della nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale dell’antico teatro lagunare (tale incarico diventerà esecutivo nel 2028) con un sit-in di fronte al medesimo, il mattino, seguito, la sera, da una fiaccolata composta da gente comune…da diversi abbonati alla Stagione Lirica…da numerosi strumentisti de “La Fenice”…tutti in silenzioso pellegrinaggio per calli e campielli.

Ma il paradosso di questo antefatto sta nella sua conclusione: qualche mese dopo infatti, nel dicembre 2025, i professori contestatari si fanno dirigere, guarda un po’ il caso, da questa donna tanto discussa ne “La clemenza di Tito” di W. A. Mozart, performance che ottiene un chiaro successo di pubblico e di critica.

Un’altra stucchevole polemica colpisce la protagonista del presente articolo il 17 luglio 2023. Ricorre, in quella data, l’inizio di alcune commemorazioni (spalmate lungo il corso dell’intero, predetto anno) relative al centesimo anniversario della morte di G. Puccini. Nella enorme piazza della città, che ha dato i natali al celebre compositore, sono radunate cinquemila persone in attesa del concerto d’apertura del Summer Festival di Lucca (uno dei più importanti d’italia). È Beatrice Venezi, l’invitata d’onore dagli organizzatori, a dirigere l’Orchestra Sinfonica della Toscana. La fine della sua fatica direttoriale viene accolta da un successo trionfale. Il giorno dopo, però, taluni giornali le rimprovereranno di aver eseguito: “Inno a Roma”, la composizione che Puccini aveva scritto nel 1919, per celebrare – specificatamente – la fine della I^ Guerra Mondiale e la vittoria dell’Italia; perché i cronisti, mistificando – di proposito – la verità, contrabbandano il pezzo come un canto di esaltazione del Fascismo, solo per il fatto che durante il “ventennio” questo canto corale veniva eseguito spesso e volentieri.

Quando questo stesso brano lo aveva cantato Andrea Bocelli al Colosseo di Roma nel 2017, nessuno – e ripeto nessuno – si era permesso di pronunciare parole di biasimo contro di lui.

I detrattori da strapazzo non sanno o fanno finta di ignorare che già dal 2012, dieci anni prima, quindi, dell’insediamento del Governo Meloni, la Venezi si è resa protagonista, passo dopo passo, di una carriera musicale di tutto rispetto; senza avere, peraltro, il pedigree di famiglie come quelle degli Abbado, dei Quarta, dei Sollima, dei Respighi ecc. ecc. E agli stessi maldicenti di quarto ordine, i quali affermano, come una sentenza di condanna, che Beatrice Venezi ha un curriculum di poca valenza, è d’obbligo rispondere – in estrema sintesi – con il seguente elenco: diplomata in dir. d’orch. con P. Bellugi (e c.so di perfezionamento con G. Gelmetti), ottiene il massimo dei voti + la lode al Conservat. “G. Verdi” di Milano / diploma in pf. e masters con J. Swann, A. Lucchesini, A. Libetta / diploma in composizione / ha tenuto corsi di musica e di cultura nelle Università Bocconi, Cattolica, Politecnico di Milano…nella Federico II° di Napoli…in quella di Stato di Vienna; e negli Istituti di Cultura e Musica di Tokyo, Osaka, Minsk, Cordoba / pubblica libri per la U.T.E.T. di Torino, ed. San Paolo di Roma, Ist. De Agostini di Novara / SU SKY ARTE, ha curato 6 puntate su “Rinascimento musicale e i suoi segreti” / otto compositori, tra italiani e stranieri, le hanno affidato l’esecuzione delle loro opere prime / Buckingam Palace, per il Giubileo di Platino della Regina Elisabetta II^, invita due – solo – artisti italiani ad esibirsi con l’Orch. Filarm. di Londra: Beatrice Venezi e Andrea Bocelli (in altri eventi, la Venezi accompagna con l’orch. P. Domingo ecc. ecc.) / al Maggio Musicale Fiorentino è assistente di John Axlrod nella produzione del “Candide” di L. Bernstein / è membro della Consulta femminile del Pontificio Consiglio della Cultura c/o la Città del Vaticano / alla guida dell’Orch. Opera Holland Park di Londra, ottiene un grande successo di pubblico e di critica ne “L’amico Fritz” di P. Mascagni / nel 2017, il critico musicale de “Il Corriere della Sera” scrive…”la Venezi rappresenta per l’Italia una punta di diamante per la carriera, sin qui, svolta e per i successi ottenuti” / Dir. Principale della Nuova Orch. Scarlatti di Napoli…dell’Orch. della Toscana…dell’Orch. Classica da Camera di Milano / Dir. Principale ospite dell’Orch. Sinf. del Teatr Colòn di Buenos Aires, dove nel dicembre 2025 tiene quattro concerti, tutti esauriti (4.000 i posti per il pubblico, di cui 2.500 sono a sedere), in quattro giornate consecutive. Il Colòn è il più importante Teatro del Sud-America, in esso si sono esibiti: E. Caruso, M. Del Monaco, M. Callas, M. Fonteyn, C. Fracci, R. Nureev, A. Benedetti Michelangeli, M. Argerich, A. Toscanini, W. Furtwangler, E. v. Karajan ecc. / Dir. ospite del Festival G. Puccini di Torre del Lago, per più anni / Dir. Artist. di Taormina Arte, 2021 / ha diretto, tra le tante, le seguenti orchestre: Teatro Regio di Torino, I Pomeriggi Musicali di Milano, I Solisti Aquilani, l’Orch. Haydn di Bolzano-Trento, l’Orch. del Maggio Musicale Fiorentino e, poi, quelle di Tokyo, Odessa, Reims, Avignone ecc. ecc. Finis coronat opus…ad una precisa domanda di un cronista transalpino, che l’intervista alla fine del succitato concerto tenuto al Teatro dell’Opera di Nizza (alcuni contestatori le avevano gridato: “vattene via, fascista!”), Beatrice Venezi – serena – risponde… ”l’Arte non si inchina davanti ai miserabili”.                       

Tags: miserabilimusicaVenezi

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