Riflessioni sulle pagine del Vangelo di domenica 25 gennaio
di Mons. Giuseppe Fiorillo
Carissime, carissimi
il brano del Vangelo di questa 3ª domenica del Tempo Ordinario mette in risalto due momenti della vita di Gesù: inizio della missione in Galilea e la chiamata dei primi discepoli alla sua sequela. Ascoltiamo il testo di Matteo:
“Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nazareth e andò ad abitare a Cafarnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zabulon e di Neftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:<<Terra di Zabulon e terra di Neftali,sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta>>.
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: << Convertitevi, perché il Regno dei cieli è vicino>>. Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti, in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: << Venite dietro me, vi farò pescatore di uomini>>. Ed essi, subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo
ogni sorta di malattie e d’infermità nel popolo.” (Matteo 4,12- 23).
Primo momento: inizio della missione di Gesù in Galilea.
L’incipit del racconto odierno di Matteo è inquadrato nella storia e nella geografia del tempo di Gesù. Il Battista è imprigionato da Erode Antipa e buttato nella prigione di Macheronte, a pochi chilometri da Bethabara, il luogo dove praticava e battezzava nelle acque del Giordano. “Tace, così, la voce potente del deserto, ma si alza una voce libera sul lago di Galilea”. (Hermes Ronchi). Gesù lascia la Giudea, si reca a Nazareth e, poi, si stabilisce a Cafarnao, città sorta sulle rive del grande lago e sulla strada denominata, già dal profeta Isaia, “via del mare”.
Era questa la strada più importante a quei tempi detta “strada delle carovane” che, dalla Mesopotamia, raggiungeva l’Egitto, passando per Damasco, Cafarnao e, attraversata la pianura di Eslalon, toccava il Mediterraneo e, percorrendo ancora la striscia di Gaza, finiva in Egitto.
Gesù inizia la missione in Galilea, regione ritenuta impastata di paganesimo, perché fin dai tempi dell’invasione ad opera dell’imperatore assiro Tiglotpiser Terzo nel 734 a.C. vi si erano insediati popoli lontani dalla Torah.
Gesù parte,quindi, dal meticciato, dalla mescolanza di popoli, dalle periferie geografiche e sociali, accendendo una luce per coloro che vivevano nelle tenebre del paganesmo. “Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce; per quelli che abitavano in regione ed ombra di morte una luce è sorta”.( Isaia 9,1).
Gesù si stabilisce a Cafarnao, centro di odiose dogane e, nello stesso tempo, centro di accoglienza e di ristoro per le numerose carovane in transito. Inizia la sua predicazione riprendendo il discorso di Giovanni Battista violentemente interrotto da Erode Antipa: “convertitevi perché il Regno dei Cieli è vicino”. Centro della sua missione è il lago di Genezareth con la predicazione rivolta alle ridenti cittadine che si affacciano sulle rive del lago stesso: Cafarnao, Bersaida, Magdala Tabga…
Secondo momento: la chiamata dei primi quattro discepoli: Pietro ed Andrea, Giacomo e Giovanni.
In questa pericope della chiamata sono scanditi tre verbi di movimento: camminare, vedere, dire.
Il ministero di Gesù è un ministero itinerante, un invito a camminare con lui sulle vie del mondo. Il primo invito lo rivolge a due coppie di fratelli che lavorano insieme, sulla stessa spiaggia, sullo stesso mare ed apre loro nuovi orizzonti, nuove visioni: “voi pescate dei pesci e siete destinati alla morte, con me sarete pescatori di uomini, destinati alla vita!
Ogni chiamata nasce, anche oggi, dalla parola di Dio: “lampada per i miei passi è la tua parola, Signore”. (Salmo, 119, 105).
Gesù, con la chiamata dei quattro primi discepoli e con l’adesione da parte loro alla sequela con quel “subito”, nasce la comunità, basata su una fratellanza di condivisione, di partecipazione, di amore.
Quel mattino , sulle rive del lago di Genezareth, nasce il primo nucleo di Chiesa, comunità di fratelli e sorelle, nella quale ognuno con i propri carismi, con la Grazia dell’unità, pur nel rispetto delle diversità, assume, per amore e solo per amore, i compiti che Dio gli assegna …e ognuno fiorisce e porta frutti là dove Dio lo ha seminato!
Buona domenica con un messaggio che prendiamo dal film di Pier Paolo Pasolini: Vangelo Secondo Matteo del 1964: “Andate per il mondo ed annunziate il mio Vangelo con la dolcezza del suono del flauto”.
Don Giuseppe









