È stata una vittoria costruita sul cuore, sul sacrificio e sull’identità. Una Vibonese vera, che nel derby ha saputo sporcarsi le mani e uscirne più forte, con la vicinanza della città e dei tifosi
Spesso dai momenti difficili possono nascere grandi opportunità. Per la Vibonese è questo in momento complicato. E quella di ieri al Luigi Razza non era una partita qualunque. Non solo perché era un derby contro il Sambiase… e già un derby porta con sé tensioni, agonismo a carica particolare.
Lo era per le incredibili vicende che hanno caratterizzato i giorni precedenti. La rottura definitiva tra la proprietà e tutto l’ambiente che ha portato la dirigenza a consegnare la società al sindaco. Lo era per quello che tutto questo comporta. Lo era per l’appello alla città del sindaco. Lo era per gli sviluppi che devono ancora arrivare. E lo era per la difficile situazione in classifica vissuto on il cambio dell’allenatore in corsa
È nata così una partita di altri tempi, di quelle che profumano di calcio vero, ruvido, senza fronzoli. Al “Luigi Razza” è andata in scena una battaglia fatta di contrasti, seconde palle, lanci lunghi e tanto, tantissimo sacrificio, complice un terreno di gioco che minuto dopo minuto diventava sempre meno praticabile. Ed è proprio lì, nel fango e nella fatica, che la Vibonese ha tirato fuori il meglio di sé, mostrando l’atteggiamento giusto e sorprendendo un Sambiase apparso spesso in sofferenza.
I rossoblù hanno interpretato il derby con lo spirito che queste partite pretendono: aggressivi, compatti, pronti a lottare su ogni pallone. Il Sambiase ha provato a reagire solo a sprazzi, affidandosi a un paio di fiammate isolate, prontamente spente da un Marano in versione saracinesca, autore di due interventi di grande spessore. Per il resto, la retroguardia della Vibonese ha retto con ordine e carattere, senza mai concedere vere occasioni agli avversari.
A decidere il match ci ha pensato ancora una volta Sasanelli, protagonista assoluto del derby. Prima il gol che rompe l’equilibrio, nato da un pallone “lavorato” con intelligenza dai compagni e rifinito in maniera decisiva da Marafini, poi nella ripresa la zampata che chiude i conti e fa esplodere il “Razza”. Una doppietta pesante, fatta di tempismo e lucidità in una gara dove ogni dettaglio faceva la differenza.
Ma sarebbe riduttivo parlare solo dei gol. In mezzo al campo e là davanti, il lavoro sporco di Balla è stato fondamentale: riferimento offensivo, uomo-squadra, sempre pronto a battagliare e a dare respiro ai compagni.
È stata una vittoria costruita sul cuore, sul sacrificio e sull’identità. Una Vibonese vera, che nel derby ha saputo sporcarsi le mani e uscirne più forte, con la vicinanza della città e dei tifosi che ha dato quella spinta giusta a un gruppo che ha lottato su ogni pallone, senza mai mollare un centimetro, tra la nebbia, su un terreno di gioco reso pesantissimo,
E in giornate così, al “Razza”, il fango diventa gloria.










