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Vibonese sotto pressione: nuova escalation di intimidazioni, bruciate tre auto a Vena di Jonadi

Vibonese sotto pressione: nuova escalation di intimidazioni, bruciate tre auto a Vena di Jonadi

da redazione
26 Gennaio 2026
in cronaca
Tempo di lettura: 3 minuti
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La denuncia del coordinamento provinciale di Libera che invita la cittadinanza a reagire: “non possiamo arretrare di fronte a questi segnali criminali”

Non accenna a fermarsi la nuova ondata di intimidazioni che sta attraversando il territorio vibonese, alimentando un clima di crescente preoccupazione tra cittadini, istituzioni e forze produttive. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, si è verificato nella serata di sabato a Vena di Jonadi, alle porte di Vibo Valentia, dove tre autovetture sono andate completamente distrutte da un incendio le cui cause sono ancora in fase di accertamento.

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Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, che hanno domato le fiamme evitando conseguenze ulteriori, mentre i Carabinieri hanno immediatamente avviato le indagini per chiarire la natura del rogo e risalire agli eventuali responsabili. A destare ulteriore allarme è il fatto che le auto incendiate appartengano a professionisti vibonesi, un dettaglio che rafforza il sospetto di un atto intimidatorio mirato.

L’episodio di Vena di Jonadi si inserisce in una sequenza di fatti inquietanti registrati nei giorni scorsi. A Vibo Valentia, nel quartiere Affaccio, un incendio doloso ha colpito il cantiere della mensa della Scuola Buccarelli; poco distante, davanti a una nota macelleria, è stata rinvenuta una bottiglia contenente liquido infiammabile. Eventi diversi ma ravvicinati, che secondo gli inquirenti potrebbero essere collegati e che sono ora al vaglio della Procura di Vibo Valentia, guidata da Camillo Falvo. Al momento, nessuna pista viene esclusa.

Una vera e propria escalation criminale che scuote la comunità e riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza e della tenuta democratica del territorio. A intervenire con una presa di posizione netta è il coordinamento provinciale di Libera, che in una nota ufficiale esprime “profondo sdegno e allarme” per i continui atti criminali che stanno interessando il Vibonese, a pochi giorni dalla seduta pubblica e straordinaria del Consiglio comunale convocata dopo il grave atto intimidatorio ai danni del presidente Antonio Iannello.

Secondo Libera, si tratta di segnali che “non possono essere ignorati né sottovalutati” e che rappresentano “un forte segnale di tensione in una zona che merita sicurezza, tutela e rispetto”. L’associazione sottolinea come sia inaccettabile che cittadini, professionisti e commercianti che operano onestamente siano costretti a convivere con il timore di ritorsioni e violenze, con effetti devastanti sulla serenità collettiva e sulla fiducia nello Stato di diritto.

Pur confidando nel lavoro dell’autorità giudiziaria e delle forze dell’ordine, Libera lancia un appello alla comunità: nessun arretramento, nessuna rassegnazione. La risposta deve essere corale, fondata sulla denuncia, sulla partecipazione civica e sul rifiuto di ogni forma di consenso sociale verso chi vive di intimidazioni e sopraffazione: “Rinnoviamo la nostra solidarietà alle vittime di questi atti e alle loro famiglie – scrive il coordinamento provinciale di Libera – così come alla comunità tutta, che merita di vivere in un contesto di pace, prosperità e rispetto reciproco. In questo frangente, la nostra voce è alta e chiara: il clima è critico, ma non ci piegheremo né arretreremo. Ogni tentativo di intimidazione riceverà la risposta ferma della società civile e dello Stato”.

Il clima resta critico e l’allerta alta. Ma dal territorio arriva anche un messaggio chiaro: di fronte a questi atti, la società civile non intende piegarsi. Legalità e sicurezza restano una priorità non negoziabile per il futuro del Vibonese.

Tags: auto incendiatecriminalitàescalationintimidazioneliberavena di jonadivibonese

redazione

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