La denuncia del coordinamento provinciale di Libera che invita la cittadinanza a reagire: “non possiamo arretrare di fronte a questi segnali criminali”
Non accenna a fermarsi la nuova ondata di intimidazioni che sta attraversando il territorio vibonese, alimentando un clima di crescente preoccupazione tra cittadini, istituzioni e forze produttive. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, si è verificato nella serata di sabato a Vena di Jonadi, alle porte di Vibo Valentia, dove tre autovetture sono andate completamente distrutte da un incendio le cui cause sono ancora in fase di accertamento.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, che hanno domato le fiamme evitando conseguenze ulteriori, mentre i Carabinieri hanno immediatamente avviato le indagini per chiarire la natura del rogo e risalire agli eventuali responsabili. A destare ulteriore allarme è il fatto che le auto incendiate appartengano a professionisti vibonesi, un dettaglio che rafforza il sospetto di un atto intimidatorio mirato.
L’episodio di Vena di Jonadi si inserisce in una sequenza di fatti inquietanti registrati nei giorni scorsi. A Vibo Valentia, nel quartiere Affaccio, un incendio doloso ha colpito il cantiere della mensa della Scuola Buccarelli; poco distante, davanti a una nota macelleria, è stata rinvenuta una bottiglia contenente liquido infiammabile. Eventi diversi ma ravvicinati, che secondo gli inquirenti potrebbero essere collegati e che sono ora al vaglio della Procura di Vibo Valentia, guidata da Camillo Falvo. Al momento, nessuna pista viene esclusa.
Una vera e propria escalation criminale che scuote la comunità e riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza e della tenuta democratica del territorio. A intervenire con una presa di posizione netta è il coordinamento provinciale di Libera, che in una nota ufficiale esprime “profondo sdegno e allarme” per i continui atti criminali che stanno interessando il Vibonese, a pochi giorni dalla seduta pubblica e straordinaria del Consiglio comunale convocata dopo il grave atto intimidatorio ai danni del presidente Antonio Iannello.
Secondo Libera, si tratta di segnali che “non possono essere ignorati né sottovalutati” e che rappresentano “un forte segnale di tensione in una zona che merita sicurezza, tutela e rispetto”. L’associazione sottolinea come sia inaccettabile che cittadini, professionisti e commercianti che operano onestamente siano costretti a convivere con il timore di ritorsioni e violenze, con effetti devastanti sulla serenità collettiva e sulla fiducia nello Stato di diritto.
Pur confidando nel lavoro dell’autorità giudiziaria e delle forze dell’ordine, Libera lancia un appello alla comunità: nessun arretramento, nessuna rassegnazione. La risposta deve essere corale, fondata sulla denuncia, sulla partecipazione civica e sul rifiuto di ogni forma di consenso sociale verso chi vive di intimidazioni e sopraffazione: “Rinnoviamo la nostra solidarietà alle vittime di questi atti e alle loro famiglie – scrive il coordinamento provinciale di Libera – così come alla comunità tutta, che merita di vivere in un contesto di pace, prosperità e rispetto reciproco. In questo frangente, la nostra voce è alta e chiara: il clima è critico, ma non ci piegheremo né arretreremo. Ogni tentativo di intimidazione riceverà la risposta ferma della società civile e dello Stato”.
Il clima resta critico e l’allerta alta. Ma dal territorio arriva anche un messaggio chiaro: di fronte a questi atti, la società civile non intende piegarsi. Legalità e sicurezza restano una priorità non negoziabile per il futuro del Vibonese.










