Riflessioni sulle pagine del Vangelo di domenica 1 febbraio
di Mons. Giuseppe Fiorillo
Carissime, carissimi,
oggi 4ª domenica del tempo ordinario, nelle nostre chiese, viene proclamato il brano del Vangelo di Matteo, detto il Discorso della montagna o il Sermone del monte o la Magna Carta del cristianesimo.
Sul lago di Tiberiade, pieno di suoni e di voci, Gesù che, giorni prima, aveva formato la sua squadra, oggi, sulla collina di Tabha, che si specchia nel mare di Galilea , si pone a sedere, apre la bocca, ribalta la storia ed insegna la felicità a quel popolo stanco ed oppresso. Ascoltiamo il brano del Vangelo: “Gesù si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno sete di giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli». (Matteo 5, 1-2).

La parola “beati” in questa pagina suona nove volte con un ritmo incalzante che polarizza la nostra attenzione e dà senso pieno alla vita vera. Le beatitudini sono delle proposte, dei sogni di un mondo, fatto di bontà, di sincerità e di non violenza. Sono una seminagione di pace, sono i lineamenti del volto di Gesù,povero, perseguitato, crocifisso, risorto. “Le beatitudini sono le parole più alte del pensiero umano” (Mahtma Gandhi).
Ben 110 volte questa parola “beati” ritorna nella Bibbia. Il libro dei Salmi, per esempio, si apre con questa beatitudine: “Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvaggi/, non resta nella via dei peccatori/ e non siede in compagnia degli arroganti/, ma nella legge del Signore trova gioia/, la sua legge medita giorno e notte. (Salmo, 1,1-2.)
Ma il vero senso delle beatitudini è nel discorso della Montagna, dove Gesù mette in fila tutti gli scartati della terra: poveri, miti, misericordiosi, puri di cuore, operatori di pace, perseguitati, affamati, bastonati dalla vita e dice loro: “In cammino, in piedi, in marcia, avanti voi tutti che non camminate sulla strada del male”. (Nathan Andre’ Chouraqui).

Con le beatitudini Gesù capovolge le categorie umane ed indica la strada che ci porta alla vera felicità. Accettare, oggi, le betitudini significa aprirsi ad un nuovo stile di vita. Andare contro corrente ed iniziare a salire sul monte dove troveremo Gesù maestro… Ma la salita non è come percorrere un’autostrada a più corsie: è una mulattiera stretta e piena di andirivieni: guerre, tradimenti, mafie, sopraffazioni, corruzioni, falsità, inganni. Salire, però, è necessario, ma con uno zaino leggero, lasciando a valle il nostro baule, pieno di varie cianfrusaglie… e, poi, è ancora più necessario ridiscendere e, con la testimonianza di vita, attinta alla lezione di Gesù , dire “basta” a chi rema contro lo spirito delle beatitudini. Basta!
Fermatevi voi che, con i vostri ingordi accumuli, affamate i Popoli della terra e, con le vostre scellerate scelte consumistiche, avvelenate “questa bella d’erbe famiglia e d’animali” (Ugo Foscolo). Basta!
Fermatevi voi che scatenate le guerre (a tutt’oggi se ne contano, in giro per il mondo, ben 52!) e ,con i vostri missili “intelligenti”, sventrate città, distruggete case, piccole chiese domestiche, violentate donne, uccidete bambini, giovani, vecchi, buttate nell’oblio secoli di cultura, di sapienza e di buona convivenza, pur nelle diversità delle civiltà. E ancora basta!
Fermatevi!
Lo grida, nel bollettino di gennaio, il SASB, il team mondiale di scienziati che regola l’orologio simbolico del rischio dell’annientamento globale. Il SASB, analizzati i rischi che ci incombono, fissa l’orologio del giorno del giudizio a 85 secondi a mezzanotte, il più vicino che sia mai stato alla catastrofe. Questo pericolo è da addebitare a spregiudicati leader mondiali, che sottovalutano una eventuale guerra nucleare,i comportamenti climatici, l’uso improprio della biotecnologia, la potenziale minaccia dell’intelligenza (tecnica!) artificiale ed altri pericoli apocalittici…
“Chi ci libererà da questo corpo di morte?” (Romani 7,24) grida San Paolo 2000 e più anni fa. Risposta: Gesù Cristo, nostro Signore,ci salverà, col suo monito: “Convertitevi (cambiate strada!) Se non vi convertite perirete tutti allo stesso modo”! (Luca, 13,1).
Buona domenica e ricordiamoci che, se anche le lancette dell’orologio del giorno del giudizio si avvicinano alla mezzanotte, ci sono molte azioni che potrebbero far indietreggiare l’umanità dall’orlo del precipizio…
E allora in piedi, Dio cammina con noi, asciuga le nostre lacrime, apre futuro. Svegliamoci, quindi, dal nostro torpore, perché il sonno della ragione partorisce mostri. Don Giuseppe Fiorillo.










