Il fallimento politico di una maggioranza allo sbando: Romeo, il PD e il teatrino del potere
Giunge come un fulmine a ciel sereno la notizia delle dimissioni dell’assessore alla Pubblica Istruzione Vania Continanza. Le dimissioni sono state appena depositate dalla diretta interessata nelle mani del sindaco Enzo Romeo e protocollate.
Inevitabili alcune considerazioni.
Quello che sta accadendo a Vibo Valentia non è una semplice crisi politica: è la fotografia impietosa di una maggioranza allo sbando, incapace di governare, di decidere e perfino di salvare le apparenze. Il sindaco Enzo Romeo ne esce come il principale responsabile di una gestione inerme, confusa e priva di leadership, nella quale gli interessi di bottega hanno preso il sopravvento sull’interesse pubblico.
Un sindaco che assiste passivamente al collasso della propria giunta, che non chiarisce, non guida e non assume decisioni nette, non governa: subisce. E mentre la città resta ostaggio di un immobilismo imbarazzante, il primo cittadino si dimostra incapace di tenere insieme la sua stessa maggioranza, lasciando che il dibattito sul rimpasto degeneri in una farsa politica.
Se il sindaco delude, il Partito Democratico riesce perfino a fare peggio. Il partito di maggioranza ha mostrato in questa vicenda il volto peggiore della politica: cinismo, ipocrisia e totale mancanza di riconoscenza. Vania Continanza, assessore del PD, è stata lasciata colpevolmente sola, scaricata senza alcuna tutela politica dopo aver lavorato con serietà e risultati tangibili. Nessuna difesa, nessuna presa di posizione, nessun rispetto per il lavoro svolto. Solo silenzi e manovre.
Il caos politico porta la firma anche del capogruppo Francesco Colelli, palesemente inadatto a gestire una fase così delicata. Il suo ruolo, anziché essere di sintesi e responsabilità, si è trasformato in uno degli elementi di maggiore confusione. E come se non bastasse, il tutto è avvelenato da una situazione paradossale: la segretaria provinciale del PD è sua madre, mentre lui stesso potrebbe ambire a diventare assessore. Una situazione che, anche senza violare formalmente alcuna norma, mina profondamente la credibilità del partito e getta un’ombra pesante sulla trasparenza delle scelte.
In qualsiasi contesto sano, una simile situazione avrebbe imposto un passo indietro, chiarezza, trasparenza. Qui invece regnano ambiguità e silenzi imbarazzati, come se nulla fosse. È questo il “nuovo corso” del PD? Un partito che predica rinnovamento e pratica vecchie logiche di potere, addirittura a sfondo familiare?
In mezzo a questo spettacolo desolante, arriva la lezione che nessuno si aspettava, ma che tutti avrebbero dovuto imparare: quella di Vania Continanza. Con le sue dimissioni, Continanza ha mostrato ciò che agli altri manca: dignità politica, senso delle istituzioni, rispetto per la città. Ha scelto di farsi da parte per non essere complice di un gioco che non le appartiene, smascherando, con un solo gesto, l’inconsistenza morale e politica di chi resta aggrappato alle poltrone.
Onore a Vania Continanza, dunque.
Ma il giudizio su sindaco, Partito Democratico e capogruppo è senza appello: hanno perso credibilità, autorevolezza e, soprattutto, il contatto con la realtà della città che dovrebbero amministrare.
La politica, quando perde credibilità, non lo fa per caso. A Vibo Valentia non servono rimpasti, ma un esame di coscienza politico. E qualcuno, prima o poi, dovrà assumersi la responsabilità di questa debacle.








