L’ingresso dei comuni di Jonadi e Spilinga rappresenta il segnale tangibile di una rete istituzionale in rapida espansione
Un modello di resistenza civile multidisciplinare. È questo il nuovo paradigma tracciato dall’assemblea dell’Associazione Antiracket e Antiusura della provincia di Vibo Valentia, convocata dal Presidente, il Sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo.
L’incontro, molto partecipato, nella sede municipale di Palazzo Luigi Razza alla presenza, oltre al Sindaco di Vibo Valentia di: Saro Mazza Vice Sindaco di Jonadi; Rosalinda Romano per la Camera di Commercio; Rocco Colacchio Presidente di Confindustria; Salvatore Nusdeo Presidente di Confcommercio; Giuseppe Porcelli per la Coldiretti; Francesco Malorzo per la Confederazione dell’Agricoltura; Enrico Aiello per CNA; il Segretario Generale Area Vasta Enzo Scalese per la CGIL assieme alla Segretaria Confederale Nadia Fortuna; Pasqualino Mazzitelli Segretario provinciale della CISL-Scuola e Pino Baldo sempre in rappresentanza della CISL; Roberto Incoronato per FENAILP SOS Antiracket. Da tutti loro, un messaggio univoco: la criminalità si combatte su più piani. Al fianco della necessaria azione di Prefettura, Procura e Forze dell’Ordine, deve muoversi una rete civile capace di coinvolgere scuole, organizzazioni sindacali, associazioni di categoria, imprese ed enti locali. Un fronte comune che non si limiti alla solidarietà di facciata, ma che punta alla concretezza dell’organizzazione capillare.
Il progetto dello “sportello diffuso” antiracket può divenire un passo decisivo: un sistema di ascolto e accoglienza dove la sensibilità e la vicinanza reale diventino strumenti per abbattere il muro della paura.
L’ingresso dei comuni di Jonadi e Spilinga rappresenta inoltre il segnale tangibile di una rete istituzionale in rapida espansione.
Tra le novità principali, la programmazione di una manifestazione corale per fine febbraio.
Nel trarre le conclusioni di un dibattito davvero ricco e approfondito il Sindaco di Vibo Valentia ha dichiarato: “La lotta alla criminalità non può essere delegata solo a chi indossa una divisa. Richiede un modello multidisciplinare che parta dalle scuole, per educare alla libertà, e arrivi fino alle imprese e ai sindacati, per proteggere il lavoro. Abbiamo convenuto tutti su un punto: serve concretezza. Non occorrono proclami, ma una presenza fisica e costante sul territorio. Dobbiamo essere sentinelle di ascolto e accoglienza, capaci di offrire una vicinanza reale a chi oggi si sente schiacciato. Il messaggio deve essere diffuso in ogni comune della nostra provincia: chi denuncia troverà un’intera comunità pronta a fare scudo. Solo con questa partecipazione corale potremo dire di aver vinto davvero”.
“Non possiamo restare a guardare mentre la criminalità tenta di soffocare la nostra economia e la nostra libertà – ha proseguito Romeo – Oggi abbiamo tracciato una linea netta: chi denuncia non sarà mai più solo. Lo sportello diffuso che abbiamo immaginato non è solo un ufficio, ma un impegno morale di ogni associazione e istituzione presente. Chiamerò personalmente ogni Sindaco della provincia perché la nostra rete deve diventare una maglia d’acciaio”.
“La nostra forza – ha concluso – è nei numeri e nella coesione; solo restando uniti possiamo trasformare la preoccupazione in una visione positiva di riscatto per Vibo Valentia e per tutto il vibonese”.










