Malgrado ciò – ironia della sorte – proprio a chi è riuscita in questa ardua impresa stanno preparando le valigie per il suo ritorno a casa
Come giudicare l’iniziativa odierna partita dall’Ufficio stampa di Palazzo Luigi Razza?
Che significato dare alla pubblicazione di questa brillante relazione dell’assessore al Bilancio Pina Puntillo, considerato che proprio lei è una di quelle che (dopo la dimissionaria Vania Continanza) viene considerata alla fine del suo incarico, vittima di questo strano rimpasto che sta affossando – tra polemiche, veti incrociati e contraddizioni – il sindaco Enzo Romeo?
Apprendiamo, tramite il comunicato ufficiale diramato, che il Comune di Vibo Valentia archivia la stagione dell’austerità difensiva e inaugura una nuova fase di risanamento proattivo, fondata su equità fiscale, rafforzamento della riscossione e rilancio dello sviluppo locale. Ma, se questo è il messaggio politico centrale che emerge dalla relazione sulle attività dell’Assessorato al Bilancio presentata dall’assessore Pina Puntillo, un dato che segna una netta discontinuità con il passato, come si può spiegare ai vibonesi, all’opinione pubblica, che proprio lei sarà sostituita per necessità politica e restituita al suo incarico accademico?
L’Amministrazione, attraverso l’azione dell’assessore adesso in bilico, può rivendicare l’ottimo intervento sulle cause strutturali del disavanzo, individuate nella storica inefficienza della riscossione tributaria, trasformando il risanamento da vincolo imposto a leva politica di rilancio garantendo un cambio di paradigma che riguarda soprattutto il superamento della logica del “rinvio del debito” alle generazioni future
Elemento chiave della strategia – spiega la docente universitaria chiamata, a suo tempo, dal Sindaco a dare una svolta al bilancio comunale – è stata la Task Force Tributaria interna, che ha consentito un controllo più incisivo sulla società concessionaria, nonostante l’assenza di un ufficio tributi strutturato.
Il sindaco, grazie al lavoro dell’assessore Pina Puntillo può presentare risultati che rappresentano uno degli argomenti politici più forti: la riscossione IMU è passata dal 6,5% del 2023 al 45,5% nel 2024, mentre la TARI registra un incremento costante. Numeri che l’Amministrazione può utilizzare per legittimare una linea basata su rigore, contrasto all’evasione e redistribuzione equa del carico fiscale, ma che non sono sufficienti per mantenere il posto di assessore alla prof.ssa Puntillo.
Sul piano istituzionale, poi, la validazione ministeriale della rimodulazione del Piano di Rientro viene presentata come un riconoscimento politico della nuova affidabilità dell’Ente. La fine dello “scudo” della Corte dei Conti apre ora una fase di sorveglianza rafforzata, che la Giunta dichiara di voler affrontare con programmazione pluriennale (ma on con la Puntillo) e disciplina finanziaria, evitando scorciatoie o misure tampone
Non meno significativo il capitolo sull’innovazione amministrativa: l’aggiornamento del sistema di valutazione del personale dopo tredici anni e l’avvio della stabilizzazione dei tirocinanti, che vengono letti come segnali di ricostruzione della macchina comunale e di attenzione al lavoro pubblico come fattore di efficienza e dignità istituzionale
E così, mentre in Municipio si respira aria pesante, caos politico e confusione, si ufficializza, proprio in questo momento, una relazione che nel complesso costruisce una narrazione politica di tutt’altra visione: Vibo Valentia non subisce più il risanamento, ma lo governa, trasformando il rigore contabile in strumento di equità, credibilità e prospettiva di sviluppo.
Malgrado ciò – ironia della sorte – proprio a chi è riuscita in questa ardua impresa stanno preparando le valigie per il suo ritorno a casa. Un benservito che, giusto oggi in base a quanto diramato dalla sede municipale, appare inspiegabile.









