La scoperta poco prima di Natale e poi il viaggio della speranza a Milano, tante le manifestazioni di cordoglio che hanno invaso i social
Non ce l’ha fatta Fabio Petrolo, il calciatore robiolese di calcio a 5, morto presso l’ospedale Niguarda di Milano, dopo una breve malattia che non gli ha lasciato scampo.
Fabio aveva scoperto di avere una pancreatite fulminante, comparsa all’improvviso poco prima di Natale, dapprima il ricovero presso lo Jazzolino di Vibo Valentia e poi il passaggio al Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, infine il trasferimento al Niguarda di Milano, uno dei centri di riferimento per i casi più complessi, nella speranza di poter sconfiggere quella tremenda malattia che lo aveva colpito.
A Milano ha affrontato con coraggio gli interventi e le terapie, tra alti e bassi, ma alla fine il male ha prevalso e se lo è portato via.
Nel suo paese lo ricordano con affetto, lavorava insieme al padre nell’officina meccanica di famiglia, ma la sua vera passione era il calcio, negli anni aveva indossato le maglie dell’Orsigliadi,
del Rombiolo Calcio a 5 e, da ultimo, del Pernocari, dove era il portiere prima di un infortunio alla spalla che lo aveva bloccato per qualche tempo, quindi qualche dolore, un po’ di febbre, nulla che facesse presagire l’esito infausto che ha avuto la sua malattia.
Fabio lascia mamma Stella, papà Alfonso e i fratelli Alberto e Daniele, insieme a una rete di parenti e amici che in questi giorni hanno riempito di ricordi e abbracci le pagine social.
Particolare il ricordo del sindaco di Rombiolo, Caterina Contartese: «Fabio, sei stato un pezzo della nostra storia e del nostro crescere insieme, sempre con la battuta pronta e quel sorriso che rendeva speciale ogni momento. Dopo tanta sofferenza, ora riposa in pace. Veglia sulla tua famiglia e soprattutto sulla tua mamma. Noi continueremo a portarti con noi, in ogni ricordo, in ogni risata che nasce dal cuore».











