Itinerari di vacanza suggeriti dalla giornalista esperta nel settore dei viaggi e delle crociere, per i lettori di ViViPress
di Liliana Carla Bettini
Arrivare a Marmaris dal mare è un gesto antico quanto la navigazione stessa.
La costa si apre lentamente, come un sipario di colline verdi che scendono verso una baia perfetta, protetta, quasi segreta. Qui, dove l’Egeo e il Mediterraneo si stringono la mano, le navi – oggi come ieri – trovano rifugio, bellezza e promessa.
Fondata in epoche che si perdono tra Caria, Grecia e Roma, Marmaris è stata porto strategico, crocevia commerciale, avamposto militare. Il suo castello ottomano, ricostruito da Solimano il Magnifico prima della spedizione verso Rodi, domina ancora oggi la baia con discreta eleganza. Dall’alto, lo sguardo abbraccia il mare punteggiato di yacht e navi da crociera: una continuità perfetta tra passato e presente.
Camminare tra le stradine del centro storico significa seguire le tracce di popoli diversi: mura antiche, moschee sobrie, case bianche che riflettono la luce come conchiglie.
Marmaris non ostenta la sua storia, la sussurra.
Il Castello di Marmaris è il primo a catturare lo sguardo di chi arriva dal mare. Più che una fortezza, è un punto di osservazione sul tempo.


Le sue mura raccontano l’epoca di Solimano il Magnifico, ma soprattutto regalano una vista privilegiata sulla baia: un luogo ideale per comprendere perché Marmaris sia sempre stata desiderata, contesa, amata. All’interno, il piccolo museo introduce con discrezione alla storia locale.
Alle spalle del porto moderno, Marmaris conserva un cuore più lento.
Vicoli stretti, archi in pietra, botteghe artigiane: qui la città si svela senza clamore. Il bazar non è solo commercio, ma teatro quotidiano, dove spezie, tessuti e luci creano un mosaico sensoriale che parla d’Oriente con misura.
Semplice, raccolta, luminosa, la Moschea di Ibrahim Ağa è uno spazio di silenzio che invita al rispetto e alla contemplazione. Visitata con discrezione, offre uno spaccato autentico della spiritualità locale, lontano dalle grandi architetture monumentali.
Marmaris sa parlare anche a chi cerca esperienze curate e autentiche.


Dalle spa ispirate all’hammam ottomano, dove l’acqua diventa rituale, ai ristoranti affacciati sul porto che reinterpretano la cucina anatolica con tocchi contemporanei. Lo shopping si trasforma in scoperta: tappeti annodati a mano, gioielli in argento, ceramiche dai colori profondi. Oggetti che raccontano storie, non semplici souvenir.
La marina, costellata di yacht e caicchi, è il luogo perfetto per una passeggiata al tramonto, tra ristoranti raffinati e caffè affacciati sull’acqua.
In un itinerario crocieristico, Marmaris è la tappa che riconcilia: con il mare, con la storia, con l’idea stessa di viaggio come esperienza interiore. Un invito a rallentare, a lasciarsi avvolgere da un luogo che ha sempre saputo accogliere viaggiatori, mercanti, sognatori.


Quando la nave riparte, Marmaris resta lì, alle spalle, avvolta dalla luce del tramonto. Non si impone, non trattiene.
Ma chi l’ha vissuta dal mare porta con sé una sensazione precisa: quella di aver toccato un luogo gentile, equilibrato, dove la bellezza non ha bisogno di alzare la voce.








