Le due donne erano rimaste coinvolte in quello che è stato definito “Sistema Scorcia” legato al Policlinico Mater Domini
La Corte dei Conti di Catanzaro ha revocato il sequestro di poco meno di due milioni e quattrocentomila euro a carico di Maria Battaglia segretaria dello studio privato del primario di Oculistica del Policlinico Vincenzo Scorcia e di Laura Logozzo caposala, dopo che era già annullato il sequestro dei beni disposto nei confronti dei professori universitari e medici Eugenio Garofalo e Andrea Bruni nell’ambito dell’inchiesta sul presunto “Sistema Scorcia” legato al Policlinico Mater Domini.
Nella motivazione sono stati ritenuti del tutto insussistenti i presupposti per l’adozione della misura cautelare, con una valutazione che esclude la presenza di elementi idonei a giustificare il sequestro.
L’infermiera Laura Logozzo, aveva sempre negato qualsiasi ruolo decisionale nella gestione delle liste operatorie, sostenendo di aver eseguito disposizioni superiori senza autonomia gestionale. Per questo i suoi avvocati hanno contestato l’elemento soggettivo del dolo e l’assenza di un vantaggio personale.
Mentre segretaria di studio privato Maria Battaglia ha sollevato anche un’eccezione di difetto di giurisdizione della Corte dei conti, sostenendo di non avere alcun rapporto funzionale con la pubblica amministrazione né maneggio di risorse pubbliche. Ha inoltre contestato la responsabilità solidale milionaria prospettata nei suoi confronti.
L’ordinanza n. 9/2026 è intervenuta sul decreto presidenziale che, lo scorso dicembre, aveva autorizzato il sequestro conservativo per un valore complessivo di oltre 9 milioni di euro nei confronti di undici professionisti, tra cui medici e docenti universitari, in relazione a un presunto danno erariale contestato dalla Procura regionale contabile.










