Il capogruppo PD: “sul versante jonico ritardi decennali, un trasporto “leggero” su ferro avrebbe un impatto positivo diretto su turismo, viabilità e prevenzione del rischio
In questi giorni si discute della cosiddetta “Metromare del Tirreno”, metropolitana di superficie tra Tortora e Lamezia, pensata per rafforzare i collegamenti turistici e l’accesso all’aeroporto nel periodo estivo. È un’idea interessante e merita attenzione, perché ogni servizio in più su ferro significa meno traffico, più sicurezza e un territorio più competitivo. Ma c’è un punto che dovrebbe essere evidente, ma a volte pare ignorato: le coste della Calabria sono due!
A dichiararlo è l’ex sindaco di Soverato Ernesto Alecci oggi consigliere regionale e capogruppo del PD.
Ad oggi – è il ragionamento di Alecci – il versante tirrenico è servito dall’autostrada e da una linea ferroviaria che, nonostante i dubbi sull’Alta Velocità, garantiscono servizi per la mobilità. Certamente l’avvio della Metromare favorirebbe ulteriormente i collegamenti, rafforzando l’offerta turistica e alleggerendo il traffico lungo la Statale 18. Ma è giusto ricordare che, sul versante ionico, invece, ci troviamo di fronte ad un ritardo infrastrutturale che dura da decenni, con il trasporto pubblico locale che non rappresenta un’alternativa reale per tanti cittadini, pendolari e turisti.
Alecci ricorda: I continui rimandi nei lavori di ammodernamento della Statale 106 (per la tratta a sud di Soverato, ad esempio, non esiste alcun progetto) e nei lavori per l’elettrificazione della linea ferroviaria jonica (in particolare nel tratto sud) continuano a creare disagi a residenti e pendolari e rendono difficile pianificare un vero sviluppo turistico di una tra le aree più attrattive della Calabria, caratterizzata da un mare straordinario e da borghi storici di rara bellezza. La statale 106 è la strada pericolosissima che tutti, purtroppo, conosciamo. Una strada che attraversa numerosi centri abitati, in cui si registrano frequentemente incidenti gravissimi e che in estate diventa spesso un imbuto, con code e tempi imprevedibili che rendono difficile perfino raggiungere lavoro, servizi e presìdi sanitari.
Da troppo tempo – annota il capogruppo del PD in Consiglio regionale – sulla costa jonica, si sente parlare di “metropolitana di superficie” come di un’idea sempre evocata e mai realizzata: una soluzione che torna ciclicamente nel dibattito pubblico, mentre la realtà quotidiana resta quella i calabresi vivono ogni giorno. Se la Regione ritiene strategico sperimentare un servizio del genere sul Tirreno, ritengo allora necessario ampliare la prospettiva e immaginare tale sviluppo anche sulla costa jonica, dove l’assenza di alternative pesa di più e costa di più, in termini di disagi e di sicurezza. Un servizio con corse più frequenti, orari affidabili e integrazione con bus locali avrebbe un impatto diretto anche sulla prevenzione del rischio, offrendo un’alternativa reale all’auto nelle fasce più delicate (notte, weekend, alta stagione), quando aumenta la mobilità “sociale” verso locali, eventi e discoteche.
Ogni investimento in infrastrutture efficienti e moderne – conclude Ernesto Alecci – può e deve essere preso in considerazione, ma è necessario un approccio sistemico che tenga insieme esigenze e bisogni dell’intero territorio regionale.









