Rosario Valastro: “non possiamo non ascoltare il grido di aiuto di chi fugge da conflitti e gravi crisi”
La strage di Cutro è stata una delle più gravi tragedie migratorie della storia recente dell’Italia. Il naufragio avvenne nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, quando un caicco proveniente dalla Turchia si spezzò contro gli scogli e si frantumò nelle acque basse della spiaggia di Steccato di Cutro. Almeno 94 persone morirono, tra cui 35 bambini, e molti dispersi i cui corpi non sono mai stati ritrovati.
Le immagini dei resti dell’imbarcazione e dei corpi portati dalla marea a riva rimangono impresse negli archivi di cronaca come simbolo di una tragedia che non sarebbe mai dovuta accadere ed oggi, 26 febbraio 2026, nel terzo anniversario di questa tragedia, diverse associazioni e istituzioni stanno partecipando a cerimonie sul luogo del naufragio per onorare le vittime e chiedere giustizia.
Tra i tanti messaggi e le numerose dichiarazioni, questa redazione ha deciso di mettere in evidenza quanto dichiarato dal Presidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro, tra l’altro di recente in Calabria dove, a Vibo Valentia, ha fatto visita anche al Centro di raccolta degli immigrati a Portosalvo.
“Di quei giorni ricordiamo il dolore straziante di genitori, parenti, amici, dopo il riconoscimento dei propri cari, davanti alle bare ospitate nel palazzetto dello sport di Crotone dove era stata allestita la camera ardente. In quel momento, dopo il naufragio di Cutro, l’abbraccio di Volontarie e Volontari della Croce Rossa Italiana fu per chi doveva affrontare la più triste delle prove: dare l’ultimo saluto a una persona amata e cercare di dare una spiegazione alla sua morte. Non fu facile dare loro sostegno in quel momento di grande dolore, accompagnarli in giorni tanto drammatici”. Lo, in occasione del tredicesimo anniversario dalla strage di Cutro.
“In quel tragico naufragio, avvenuto il 26 febbraio 2023, persero la vita 94 persone, 35 erano minori – ha ricordato Rosario Valastro, Presidente della Croce Rossa Italiana – Nella giornata di oggi, il grido di aiuto di chi fugge da conflitti, carestie, crisi socio-sanitarie è più forte che mai e non possiamo non ascoltarlo. Ci mette di fronte alla responsabilità collettiva di accogliere, dare conforto, speranza a chi soffre in terre lontane. Ci ricorda quanto sia fondamentale, davanti a donne, uomini, bambine e bambini che cercano un presente e un futuro migliori attraverso traversate difficili, fare tutto il possibile affinché il loro viaggio si concluda senza drammi. Il nostro faro deve essere uno e uno soltanto: l’Umanità.
Solo ripartendo da qui, riconoscendo la Dignità di ognuno di questi esseri umani, delle loro storie – – ha concluso Valastro – potremo rispondere con efficacia al fenomeno migratorio ed evitare che la ricerca di sicurezza e serenità si trasformino in dolore e morte”.









