Duomo gremito per la funzione religiosa. Poi, il tradizionale omaggio floreale alla statua del Santo posta il cima del Valentianum, l’antico convento domenicano
Non è una domenica come le altre, oggi a Vibo Valentia. Il Duomo è gremito fino a riempirsi in ogni suo angolo, nei primi posti le autorità civili – con il sindaco, il presidente del Consiglio comunale ed il vice presidente della Provincia – militari e religiose, con il vescovo della Diocesi, mons. Attilio Nostro a officiare la celebrazione attorniato da altri sacerdoti. Molte associazioni, compresa la Croce Rossa, e soprattutto tantissimi fedeli.
Non è una domenica come le altre, perché oggi è il 1° marzo e per Vibo Valentia è il giorno della festa più importante. Perché è il giorno in cui si celebra il Santo Patrono, San Leoluca, il basiliano siciliano di Corleone che scelse l’allora Monteleone come luogo in cui fermarsi, in particolare il convento di Vena, dove operò diversi miracoli. Proprio qui morì e fu sepolto e, dopo oltre milleduecento anni dalla morte, non si è mai affievolita la devozione dei Vibonesi verso il loro Patrono, al quale si rivolgono soprattutto nei momenti più difficili.


Una considerazione dal forte valore simbolico e di fede, come sottolineato dal sindaco Enzo Romeo nel suo discorso sul sagrato del Duomo, che ha anticipato quello che viene considerato dai vibonesi il momento più intenso ed emozionante: l’omaggio floreale del Vigili del Fuoco alla statua del Santo posta in cima all’antico convento domenicano del Valentianum, mentre il coro intona l’Inno a San Leoluca, scritto a suo tempo dal compianto M° Matteo Puzzello.
È una bella e calda domenica che sembra annunciare la primavera oggi a Vibo Valentia, città in festa per celebrare il suo santo Patrono.










