L’ha decisa il tribunale di Milano come conseguenza del suo coinvolgimento nell’operazione Old Irons”, che ipotizzava un articolato sistema criminale tra Lombardia e Calabria
Il Tribunale di Milano ha accolto la proposta della Procura e ritenuto sussistente una pericolosità sociale qualificata, di Saverio Lo Mastro, 62 anni, originario di San Gregorio d’Ippona, disponendo la sorveglianza speciale di P.S. per due anni e sei mesi (a fronte dei quattro anni con obbligo di soggiorno richiesti), in quanto ritenuto soggetto socialmente pericoloso ai sensi del Codice Antimafia.
L’uomo era rimasto coinvolto dell’operazione “Old Irons”, che ipotizzava un articolato sistema criminale tra Lombardia e Calabria e che, nell’ottobre 2025, aveva portato al sequestro di beni per tre milioni di euro nei confronti del 50enne pluripregiudicato Francesco Orazio Desiderato, nipote del boss Antonio Mancuso detto “Il Pazzo”, considerato a capo della stessa associazione criminale dedita al traffico di sostanze oltre che il plenipotenziario al Nord dell’omonima ’ndrina di Limbadi.
Secondo gli inquirenti, Lo Mastro viene indicato come «soggetto fidato e factotum» di Desiderato, infatti a suo nome risultavano formalmente intestate le società G. Group S.r.l. e Nunù, ritenute dagli investigatori strumenti per l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e per l’aggiudicazione di lavori edili nell’hinterland milanese. Sempre secondo la ricostruzione accusatoria, Lo Mastro avrebbe curato investimenti immobiliari e mantenuto rapporti con consulenti e legali di riferimento del gruppo.
Ad aggravare la posizione del calabrese anche i suoi precedenti per violazioni in materia di stupefacenti, truffa, bancarotta fraudolenta, estorsione e porto di armi clandestine. Nel 2009 era stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza del Gip del Tribunale di Monza, con conseguente interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e inabilitazione all’esercizio d’impresa per dieci anni.










