Si tratta di Roberto Scrivo, di 44 anni, di Reggio Calabria, Angelo Raffaele Cavallaro, 34 anni, di Lamezia Terme
Ci sono un reggino e un lametino tra i tre detenuti che sono stati fermati per la rivolta nell’istituto penitenziario Madia di Barcellona Pozzo di Gotto avvenuta qualche giorno fa.
Si tratta di Roberto Scrivo, di 44 anni, di Reggio Calabria, Angelo Raffaele Cavallaro, 34 anni, di Lamezia Terme e Giordano Mendolia, 25anni, di Barcellona.
Sono accusati di aver innescato i disordini che sono esplosi lo scorso 28 febbraio in tarda serata nell’ottavo reparto al piano terra del penitenziario. Approfittando del fatto che uno di loro veniva trasferito in infermeria, i tre hanno forzato il cancello della cella per riversarsi nel corridoio dove hanno picchiato due sorveglianti, colpendoli al cranio e al volto, poi si sono avventati anche contro due infermieri. Quando gli agenti penitenziari hanno isolato il corridoio sono cominciati i danneggiamenti, i tre avrebbero preso alcuni i bastoni dal box agenti, indossato caschi e scudo e, dopo aver danneggiato le telecamere, avrebbero iniziato a colpire computer e altri oggetti presenti nella stanza, poi avrebbero dato alle fiamme una sedia, rendendo l’aria irrespirabile, per poi allagare il corridoio con un estintore ed un idrante. Infine avrebbero tentato di sfondare la porta dell’ambulatorio dove all’interno si era barricato l’infermiere.
Ci sono volute ore per sedare la rivolta, culminata appunto con l’arresto per rivolta dei tre, che a questo punto sono stati rinchiusi in celle separate.
Gli agenti aggrediti hanno avuto una prognosi di trauma cranico e cervicale non commotivo, spalle e mani lesionate, e guariranno in cinque giorni, lievi ferite anche per gli infermieri.









