Al convegno di Assodemaniali Italia Fenailp alla fiera Balnearia di Carrara imprenditori e esperti denunciano l’aumento dei canoni, le differenze nella tassazione regionale e l’urgenza di linee guida chiare sulle concessioni demaniali
In occasione della fiera Balnearia svoltasi a Carrara Fiere, Assodemaniali Italia Fenailp ha organizzato il convegno dal titolo “Sperequazione tributaria e dei criteri di classificazione delle valenze turistiche delle Regioni Costiere Italiane”. L’evento, ampiamente partecipato, ha registrato la presenza di un nutrito pubblico di imprenditori balneari che hanno partecipato attivamente al dibattito.
Prima di entrare nella materia tecnica della tassazione a cui sono sottoposte le imprese di categoria e alla loro incidenza sui costi di gestione sono stati affrontati i temi di più immediata attualità.
In particolare, le disposizioni del decreto-legge approvato recentemente dal Governo, dove è stata annunciata la predisposizione di uno schema di “bando tipo” che fungerà da modello standard per gli Enti territoriali e le Autorità portuali rispetto all’avvio delle procedure concessorie su tutto il territorio nazionale e che potrà rappresentare il primo passo verso ulteriori e necessari interventi in materia demaniale come, ad esempio, l’aggiornamento della parte del Codice della Navigazione da adattare alla nuova disciplina sulle concessioni prevista dalla Legge sulla Concorrenza del 2022.
Tutti hanno messo in evidenza l’attuale situazione di incertezza e la necessità di continuare l’interlocuzione con l’Europa sul tema delle concessioni e la necessità del coinvolgimento di Regioni e Comuni nella definizione di linee guida orientative per le amministrazioni locali piuttosto che nella definizione di bandi. Oltre alla necessità di un maggiore coinvolgimento dei balneari nelle politiche turistiche.


Il tema del convegno è stato messo a fuoco dal Presidente Assodemaniali Italia Antonio Cecoro che ha analizzato, dati alla mano, su scala nazionale l’incidenza della tassazione nel comparto balneare. Si evidenzia una ampia difformità su base regionale dovuta alla diversa classificazione che le Regioni sanciscono ai fini delle valenze turistiche. Questa norma ha avuto effetti diversi in tutta Italia
La classificazione di normale valenza turistica appartiene alla generalità delle aree demaniali mentre quella di alta valenza turistica può essere attribuita soltanto a quei contesti e a quelle zone che, sulla base degli indici rilevati, evidenzino un livello di piu’ elevata caratterizzazione della località.
L’attribuzione del tipo di valenza ha una diretta conseguenza sul calcolo del valore del canone demaniale e a cascata sul valore della tassa di addizionale regionale.
Ciascuna Regione – nei limiti nazionali normativi fissati – ha discrezionalità nell’identificare i criteri di definizione della valenza turistica e altresì l’importo percentuale dell’addizionale regionale calcolato sul canone. Si assiste quindi con un effetto moltiplicatore ad una disparità tra la Campania in cui l’addizionale regionale e’ pari al 50% e all’estremo opposto altre regioni come la Calabria o la Sicilia in cui la percentuale è del 15%
Questa sperequazione grava sull’ammontare della tassazione degli imprenditori balneari che hanno già visto aumentare i canoni del 10% delle concessioni turistico-ricreative a partire dal 1 aprile 2025 che si somma all’ adeguamento al rialzo della misura minima di canone.
Presente Ettore Nesi specializzato in Diritto Amministrativo e nello specifico Demaniale che ha evidenziato come la cattiva determinazione dell’indice Istat applicata al settore balneare in maniera impropria abbia di fatto decretato un incremento del 25% sui canoni demaniali.

La crescente imposizione fiscale – afferma Roberto Incoronato Direzione Assodemaniali Italia Fenailp e Responsabile della Regione Calabria – aggrava di fatto le condizioni per cui fare impresa. All’incertezza normativa si aggiunge la crescente tassazione nonché il dover affrontare, con i propri mezzi, situazioni legate alle mutate condizioni ambientali che determinano un fenomeno di crescente erosione delle coste ed eventi eccezionali come quelli che hanno investito le coste calabresi. Eventi non coperti dalle polizze obbligatorie sottoscritte dagli imprenditori balneari che vanno ad aumentare, senza reali benefici, il monte della tassazione e più in generale degli oneri previsti.
Il tessuto imprenditoriale balneare costituito in maggioranza da imprese familiari è imbrigliato in un clima di generale incertezza, con oneri crescenti e sperequati. Occorrono regole chiare e un riconoscimento degli investimenti e del valore creato nel fare impresa a vantaggio di un sistema turistico di cui siamo parte attiva.









