A rappresentare la provincia di Vibo Valentia nella finalissima del 20 marzo a Roma sarà Simone D’Ambrosio del Liceo “Berto”, il più veloce della giornata
di Domenico Nardo
Vibo Valentia si è svegliata con il passo leggero della festa. In piazza Martiri d’Ungheria, cuore pulsante della città, oltre 1.500 persone hanno trasformato una mattina qualunque in un grande abbraccio collettivo: studenti, insegnanti, sportivi, famiglie, cittadini di ogni età. Tutti insieme per la tappa calabrese della Staffetta di Miguel, un appuntamento che unisce sport, memoria e inclusione.
La piazza, solitamente attraversata dal ritmo quotidiano della città, si è riempita di colori, voci, sorrisi e passi veloci. Una comunità intera si è messa in movimento per ricordare Miguel Benancio Sánchez, l’atleta argentino che amava la poesia e sognava uno sport capace di unire, prima di essere inghiottito dalla dittatura militare nel 1978. La sua storia, fragile e potente, continua a correre nelle gambe e nel cuore di migliaia di giovani italiani.
Giovani podisti, amatori e principianti in corsa per la Staffetta di Miguel a Vibo Valentia ma anche a fare musica, danza e parlare di inclusione e parità di genere con la poesia e il Flash mob “No alla violenza di genere, Sì alla Co-Esistenza”. Una mattina insieme di sport, memoria ed inclusione dedicata al grande campione desaparecido.
La tappa vibonese è stata costruita con cura e passione dalle scuole, dalle società sportive e dall’amministrazione comunale, in collaborazione con l’USSI – Unione Stampa Sportiva Italiana e il Club Atletico Centrale, che da anni portano la Staffetta in tutta Italia.
«Lo sport è un linguaggio universale, capace di parlare di pace, solidarietà e libertà» ha ricordato Enza Beltrone, responsabile dei progetti Ussi. E Vibo Valentia, oggi, ha saputo tradurre queste parole in gesti concreti: una piazza piena di giovani che corrono insieme, senza barriere, senza differenze, senza competizione sterile.
Per Valerio Piccioni, giornalista e ideatore della manifestazione, la corsa è un antidoto alla chiusura: «I ragazzi vivono spesso in compartimenti stagni. Lo sport, invece, ci mescola, ci fa incontrare, ci fa conoscere l’altro. In un mondo che sembra parlare solo di conflitti, la corsa di Miguel manda un messaggio diverso»



La tappa calabrese si è trasformata in un vero laboratorio di cittadinanza. Le scuole vibonesi hanno risposto con entusiasmo, portando in piazza centinaia di studenti.
«Correre serve a ricordare, ma anche a costruire comunità – ha sottolineato Licia Maria Bevilacqua, dirigente del Liceo “Berto” – La storia di Miguel parla di libertà, rispetto, uguaglianza. Valori che oggi i nostri ragazzi hanno incarnato con naturalezza, senza differenze e senza competizione».
Alla Corsa di Miguel partecipiamo sempre con convinzione, perché non è soltanto un appuntamento sportivo, ma un momento di condivisione di valori, di comunità e di partecipazione attiva», ha dichiarato Antonello Scalamandrè, dirigente del Liceo “Capialbi”.
Tra i tanti momenti della mattinata, uno resterà scolpito nella memoria di tutti: il sorriso di Filippo, studente del “Morelli-Colao”, che ha corso in carrozzina spinto dai suoi professori e dai compagni. La piazza lo ha accompagnato con un applauso lungo e sincero. La sua felicità è diventata la cartolina più bella di questa edizione, il motivo più forte per continuare a correre.
A rappresentare la provincia di Vibo Valentia nella finalissima del 20 marzo a Roma sarà Simone D’Ambrosio del Liceo “Berto”, il più veloce della giornata.
Dalla piazza è partito un ringraziamento corale ai docenti che hanno reso possibile l’evento: Carlo Lico, Bruno Nardo del Liceo“Berto” e Gabriella Cutrupi del liceo “Capialbi”, Iolanda Lo Giacco dell’I.T.G.–I.T.E., l’Orchestra del Vespucci-Murmura con il suo maestro, e l’Associazione Rachele Nardo, con il suo presidente sempre presente nelle iniziative valoriali del territorio.
La Corsa di Miguel lascia a Vibo Valentia un segno vivo: la consapevolezza che lo sport può essere memoria, comunità, inclusione, cittadinanza. Una promessa che tornerà a correre l’anno prossimo, con nuovi volti e nuove storie, ma con la stessa voglia di esserci.
Perché Miguel continua a correre. E con lui, oggi, ha corso un’intera città.









