Era una banda specializzata in trasferta da Napoli e provincia, probabilmente il gruppo aveva anche altri complici che eseguivano colpi analoghi in tutta Italia
I Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di quattro persone originarie di Napoli e provincia, ritenute responsabili, a vario titolo e in concorso tra loro, del reato di furto aggravato di farmaci oncologici, chemioterapici e biologici ad altissimo costo, per un valore complessivo stimato in oltre un milione e duecentomila euro.
Si tratta di un vero e proprio gruppo specializzato nei furti di farmaci oncologici e salvavita ad altissimo costo che tra aprile e luglio 2024 ha messo a segno di una serie di furti ai danni della farmacia ospedaliera dell’Ospedale “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo.
Le investigazioni hanno preso avvio dall’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza nei pressi della struttura sanitaria e sono state successivamente approfondite attraverso complesse attività tecniche che hanno consentito ai Carabinieri di individuare i presunti responsabili di tutti gli episodi.
Dalle indagini è emersa l’operatività di una ramificata rete criminale con base logistica a Napoli, specializzata nell’esecuzione di furti ai danni delle farmacie ospedaliere su tutto il territorio nazionale, in particolare di quelle autorizzate alla detenzione di farmaci antitumorali e biologici destinati a terapie salvavita.
Il sodalizio avrebbe agito secondo un modus operandi accuratamente pianificato: selezionava prima strutture sanitarie da colpire, quindi effettuava dei sopralluoghi preliminari per studiare accessi e sistemi di sicurezza, infine utilizzava veicoli a noleggio e utenze telefoniche dedicate, spesso intestate fittiziamente a cittadini extracomunitari, così da ridurre il rischio di essere identificati.
L’attività investigativa che ha portato agli arresti di oggi ha inoltre rappresentato il punto di partenza di ulteriori indagini svolte in coordinamento con le Procure di Napoli e Benevento, sfociate nell’emissione di ulteriori provvedimenti restrittivi nei confronti di altre persone ritenute responsabili di analoghi reati.









