Sono stati ritenuti responsabili dei reati di circonvenzione di incapace, riciclaggio ed auto-riciclaggio nei confronti di un’anziana zia
Al termine di una complessa ed articolata attività di indagine condotta da militari del Comando Provinciale di Crotone e coordinata dalla locale Procura della Repubblica, un settantatreenne crotonese, la moglie ed il figlio di quest’ultimo, sono stati ritenuti responsabili dei reati di circonvenzione di incapace, riciclaggio ed auto-riciclaggio, perpetrati in danno di un’anziana signora, vedova e senza figli, deceduta nel luglio del 2023; a loro sono state inflitte pene complessivamente superiori ai dieci anni di reclusione, più multe per quasi 40.000 euro oltre al pagamento delle spese processuali.
Il tutto parte dalla denuncia/querela presentata dal fratello dell’anziana signora, che ha permesso di cristallizzare una vera e propria condotta di pirateria spoliativa patrimoniale consumata ai danni dell’anziana zia da parte del nipote e del nucleo famigliare di quest’ultimo.
L’indagine, avviata nel mese di aprile 2024, ha portato alla luce plurime e gravi condotte, poste in essere a partire dagli inizi dell’anno 2022 allorquando il nipote, all’insaputa dei parenti più prossimi, induceva l’anziana zia alla sottoscrizione di una procura generale a compiere, in propria rappresentanza, atti di ordinaria e straordinaria amministrazione del patrimonio.
All’indomani della sottoscrizione della procura generale, egli, abusando dello stato di deficienza psichica e di irreversibile infermità mentale dell’anziana zia, già diagnosticata nel 2021, ha perfezionato la vendita di un appartamento di sua proprietà, ha sottoscritto con l’istituto bancario di riferimento una procura ad operare con firma disgiunta sul conto corrente ed ha acceso, in nome e per conto della stessa, un nuovo conto corrente con rilascio delle relative carte elettroniche di pagamento.
In tal modo, attraverso diversi prelevamenti di denaro contante, preordinate e sistematiche ricariche di carte elettroniche di pagamento, ricariche di conti gioco on-line e negoziazioni di assegni, si è impossessato di tutte le disponibilità finanziarie, complessivamente pari ad oltre 350mila euro, che sono state utilizzate per finalità del tutto estranei agli interessi della povera vittima.
I profitti illecitamente ottenuti ad opera del nipote e con il cosciente contributo della consorte e del figlio di quest’ultimo, sono stati impiegati e trasferiti in attività economiche, finanziarie e speculative in modo da ostacolarne l’identificazione della provenienza, determinando la contestazione dei reati di auto-riciclaggio e riciclaggio.
Le risultanze della complessa attività investigativa hanno messo in condizione la Procura della Repubblica crotonese di esercitare, in tempi rapidi, l’azione penale che ha portato gli imputati ad ammettere, innanzi al Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Crotone, le proprie responsabilità rispetto ai reati loro ascritti, patteggiando complessivamente pene superiori ai dieci anni di reclusione.









