Il Presidente del Cepell, Giuseppe Iannaccone, incontra gli studenti per un viaggio nel “male di vivere” tra letteratura, educazione civica ed emozioni adolescenziali
All’IIS ITG E ITI E ITE di Vibo Valentia si è svolta una lezione di altissimo profilo culturale, tenuta da Giuseppe Iannaccone, illustre italianista e Presidente del Centro per il Libro e la Lettura (Cepell) dal giugno 2025, organismo autonomo del Ministero della Cultura dedicato a promuovere la lettura come pratica educativa e civile. L’incontro, voluto dalla Dirigente Scolastica Maria Gramendola, dal titolo evocativo “Le immense strisce della pioggia. Spleen, Male di vivere, Malinconia: gli infiniti nomi di un sentimento poetico”, è stato seguito con interesse dagli studenti a dimostrazione che l’Istituto non si limita ad eccellere soltanto in ambito tecnologico e in progetti innovativi all’avanguardia, ma sceglie di ampliare il proprio orizzonte formativo, abbracciando con pari intensità anche la cultura umanistica per formare allievi capaci di sintetizzare creatività e rigore, emozione e metodo. Una lezione, dunque, volta ad integrare la formazione tecnico‑scientifica con la dimensione umanistica, offrendo ai propri studenti un modello educativo completo e attento alla complessità del mondo contemporaneo.

Ad aprire la mattinata sono stati i saluti e i ringraziamenti di Carmen Palumbo, coordinatrice del Dipartimento umanistico, che ha guidato con sensibilità e competenza il dialogo con l’illustre ospite.
La presenza del Presidente del Cepell conferma una strategia educativa solida: all’IIS ITG E ITI E ITE di Vibo Valentia la cultura letteraria e il mondo tecnologico non sono mondi separati, ma parti complementari di un percorso che vuole formare cittadini consapevoli e competenti, preparati tanto ai mestieri del futuro quanto alla comprensione profonda della realtà.
Durante la lezione, il Professore ha accompagnato gli studenti in un viaggio affascinante tra le molteplici declinazioni della malinconia nella letteratura europea, italiana e latina. Gli studenti hanno potuto esplorare le molteplici forme della malinconia nella tradizione poetica, attraversando temi che spaziano dallo Spleen baudelairiano al male di vivere dei grandi autori italiani – come Dante, Petrarca, Leopardi e Montale – e latini – come Lucrezio e Seneca. Il percorso proposto è stato anche un’occasione per riflettere su emozioni complesse tipiche dell’età adolescenziale. La lezione rientra, infatti, nella Curvatura di Educazione civica, con l’obiettivo di favorire la comprensione delle proprie emozioni attraverso la letteratura; stimolare una riflessione sul benessere psicologico e sul rispetto di sé e degli altri, valorizzare la cultura come strumento di crescita individuale e collettiva.

La poesia, dunque, non solo come materia di studio, ma come chiave per interpretare il mondo e se stessi. Il professore Iannaccone ha mostrato agli studenti che lo spleen non è solo un concetto letterario, bensì un fenomeno psicologico che attraversa generazioni e tempi diversi: dal disagio interiore dei poeti di epoche diverse ai silenzi inquieti dell’epoca digitale. Attraverso letture, esempi e confronti con Montale, Leopardi, autori simbolisti e altri, il professore ha evidenziato come il male di vivere sia un linguaggio universale, capace di raccontare ansie, fragilità e ricerche di senso. Gli studenti hanno ascoltato con attenzione e interesse, riconoscendo in quelle parole una parte della loro esperienza quotidiana.

La lezione si è configurata come uno spazio di riflessione e di crescita per tutti e per ciascuno e la presenza del Prof. Giuseppe Iannaccone, ha confermato la volontà dell’Istituto di offrire ai propri allievi occasioni di alta cultura e di dialogo diretto con figure di rilievo del panorama accademico nazionale. In un tempo in cui la lettura e la riflessione critica sono strumenti indispensabili di cittadinanza attiva, tali incontri contribuiscono a sviluppare nei giovani studenti non solo la capacità di leggere e comprendere un testo, ma anche quella di interpretare le proprie emozioni e le dinamiche della realtà sociale che li circonda. Attraverso il confronto con la letteratura e con studiosi di alto profilo, gli studenti imparano a riconoscere il valore della lettura come strumento educativo, formativo e civile: un’attività che li aiuta a costruire pensiero critico, a comprendere se stessi e gli altri, e a diventare cittadini più consapevoli e partecipi. Ciò risulta particolarmente importante in un’epoca segnata da pressioni sociali, stress e solitudine digitale, nella quale la capacità di decifrare i propri stati emotivi diventa parte integrante del percorso formativo.










