Arrestato Giuseppe Bagnato, nipote del boss Santo Bagnato, una denuncia e un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti sequestrate
I Carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro, insieme ai colleghi del Nucleo operativo e radiomobile, con il supporto delle altre Stazioni dipendenti, dello Squadrone eliportato “Cacciatori Calabria” e del Nucleo cinofili di Vibo Valentia, durante un’articolata operazione di controllo del territorio che ha previsto più interventi, a Roccabernarda, hanno arrestato in flagranza un uomo, ne hanno denunciato in stato di libertà un altro e hanno sequestrato un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti, oltre che di materiale ritenuto funzionale all’attività di spaccio e alla coltivazione di cannabis
Nel primo caso di tratta di un giovane di 22 anni, Giuseppe Bagnato, nipote del boss di Roccabernarda Santo Bagnato, arrestato in flagranza con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio. Durante la perquisizione domiciliare, i militari hanno trovato 36 dosi di cocaina già confezionate e nascoste all’interno di un camino, inoltre sono stati sequestrati anche quantitativi significativi di hashish, in parte già suddivisi in dosi e in parte conservati in un panetto, oltre a un bilancino di precisione e a una somma di denaro contante ritenuta compatibile con l’ipotesi investigativa di un’attività di cessione al dettaglio. Il giovane è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida

Nel secondo caso un uomo è stato denunciato in stato di libertà in quanto i Carabinieri lo avrebbero sorpreso mentre tentava di disfarsi di ulteriori dosi di cocaina, gettandole nel water della propria abitazione. Le dosi, secondo quanto riferito, sono state comunque recuperate dai militari all’interno del sistema di scarico fognario.
Nel corso di queste attività di controllo è stato trovato all’interno di un magazzino abbandonato un ulteriore consistente quantitativo di marijuana, quasi mezzo chilo, insieme a bilancini di precisione e materiale destinato alla coltivazione della cannabis. Nelle aree circostanti sono state inoltre trovate altre dosi di sostanze stupefacenti, per un peso complessivo di circa dieci grammi tra hashish e cocaina.
Particolarmente significativo è il rinvenimento, all’interno di una stanza adibita a magazzino, di una vera e propria serra indoor: sessanta vasi destinati alla coltivazione di cannabis, un sistema di ventilazione e lampade progettate per riprodurre artificialmente le condizioni ambientali necessarie alla crescita delle piante. Non un impianto improvvisato, dunque, ma una struttura che lascia intuire un’organizzazione accurata e una pianificazione non occasionale.
Determinante, ai fini del rinvenimento della droga, è stato il contributo dello Squadrone eliportato “Cacciatori Calabria”, reparto altamente specializzato nelle attività di ricerca in contesti complessi, e del cane “Manco” del Nucleo cinofili di Vibo Valentia.










