L’uomo era stato ucciso lo scorso 5 gennaio nel catanese e il suo corpo era stato bruciato insieme alla sua auto
Questa mattina, a Catania e a Zaccanopoli, i Carabinieri dei Comandi Provinciali di Catania e Siracusa, con il supporto nella fase esecutiva del personale del Comando Provinciale di Vibo Valentia, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due indagati per omicidio, soppressione di cadavere, porto illegale di armi e danneggiamento seguito da incendio, aggravati dal cosiddetto metodo mafioso.
La vittima, trovata carbonizzata nella sua auto, sarebbe Salvatore Alfio Privitera, ucciso nel catanese il 5 gennaio 2026.
Gli arrestati sono Pietro Catanzaro, nato a Lodi nel 1990, ma residente a Catania, con precedenti per reati contro la persona, contro il patrimonio e in materia di armi e di stupefacenti, figlio di Giovanni Catanzaro, classe 1965 detto “U milanist”, esponente apicale dell’organizzazione mafiosa Cappello-Bonaccorsi, e Danilo Sortino, nato a Lentini (SR) nel 2003, con precedenti penali per reati contro il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti.
A portate alle due custodie cautelari innanzitutto l’analisi dei sistemi di tracciamento e dei dati GPS dell’autovettura della vittima, che hanno consentito di individuare con precisione l’area in cui si sarebbe consumato l’omicidio, nei pressi della spiaggia adiacente al complesso residenziale denominato “Villaggio Ippocampo di Mare” di Catania, dove sono state numerose tracce ematiche, segni riconducibili a una colluttazione (tra cui una ciocca di capelli e una collana in oro strappata) e un bossolo di un fucile calibro 12.
Secondo l’ipotesi investigativa, il 5 gennaio 2026, all’interno del villaggio, la vittima veniva uccisa con un colpo d’arma da fuoco alla nuca e i due presunti assassini avrebbero dapprima tentato, senza successo, di eliminare le tracce del delitto innescando un primo incendio, quindi avrebbero caricato il cadavere all’interno dell’autovettura e lo avrebbero trasportato in località San Demetrio, nel comune di Carlentini in provincia di Siracusa, dove avrebbero incendiato l’autovettura con all’interno il cadavere posizionato nella parte posteriore dell’abitacolo.
A questo punto Danilo Sortino avrebbe cambiato scheda SIM e telefonino, facendo perdere da subito le proprie tracce, ma è comunque stato localizzato a Zaccanopoli in provincia di Vibo Valentia.
L’omicidio sarebbe maturato in seguito a dissidi esistenti tra la vittima e Pietro Catanzaro sia per questioni attinenti al traffico di sostanze stupefacenti, svolto da entrambi, che a causa di rapporti di credito e di debito per il gioco d’azzardo gestito quest’ultimo e la vittima in qualità di cliente. In tale contesto sembrerebbe sia pure avvenuta una sottrazione di una busta contenente stupefacente con cui Salvatore Alfio Privitera si sarebbe recato al fatale appuntamento con Pietro Catanzaro.









