Il cuoco segreto di Casa Spanò è molto più di un libro di cucina: è un omaggio alla memoria, alla dimensione familiare e alla cultura del cibo come espressione di umanità
di Francesco Stanizzi
La Calabria, la mitica Gerace in particolare al centro di un racconto che unisce gastronomia, memoria e identità culturale.
“Il cuoco segreto di Casa Spanò”, di Erminia Gerini Tricarico e Francesco Maria Spanò, si presenta come un’opera originale e profonda, capace di andare oltre il semplice ricettario per diventare narrazione, testimonianza e viaggio umano. Nel volume emerge la figura di ’Ntoni, uomo semplice e schivo, che lontano dai riflettori e dalle logiche contemporanee dello “chef-star”, ha trasformato la cucina in un gesto poetico e relazionale. La sua esperienza si sviluppa all’interno del microcosmo della famiglia Spanò, dove il cibo diventa linguaggio affettivo, strumento di condivisione e collante sociale.
Il libro restituisce la storia di un protagonista marginale solo in apparenza, che ha fatto della propria vita una vera opera d’arte, costruita attraverso dedizione, creatività e amore per gli altri.
L’opera è stata presentata alla famosa pizzeria ristorante I Belcastro di Roma, nata dalla passione di Marco Todaro, il più piccolo di quattro fratelli di una famiglia di imprenditori turistici visionari. Viaggia da Londra a Santo Domingo, cogliendo odori e sapori. A Roma, nel 2016, crea “El Munta”, un luogo magico dove l’arte culinaria si fonde con l’entusiasmo che, con il supporto di Giovanni, successivamente trasforma in “I Belcastro”, una vera e propria esperienza gastronomica senza confini, promettendo una pizza che va oltre ogni aspettativa. Una vera e propria esperienza gastronomica senza confini. Lavorando fianco a fianco, Mario Belcastro e Marco Todaro promettono di far provare una pizza che va “oltre la pizza”.



Non poteva esserci tempio migliore per l’evento legato al cuoco segreto di Casa Spanò.
In un contesto dominato dall’apparenza e dalla spettacolarizzazione della cucina, ’Ntoni rappresenta un contro-modello autentico: un “cuoco segreto” che ha scelto di restare nell’ombra, senza mai consegnare le proprie ricette, molte delle quali rimaste custodite nella memoria.
L’opera si configura così come un intreccio di generi: biografia, racconto, raccolta di ricette e viaggio tra luoghi fisici e interiori. Le pagine sono attraversate da immagini, tradizioni e ritualità che raccontano un Sud profondo, in cui la cucina non è solo tecnica ma esperienza culturale e identitaria.
Nel racconto degli autori, la figura di ’Ntoni assume un valore simbolico: quella di chi, pur non entrando nella “grande storia” della gastronomia, riesce a lasciare un segno autentico attraverso gesti quotidiani. La sua cucina, costruita con ingredienti semplici e spesso curati in casa, diventa spazio di sperimentazione e sorpresa, capace di rafforzare legami e creare nuove relazioni.
Il cuoco segreto di Casa Spanò è dunque molto più di un libro di cucina: è un omaggio alla memoria, alla dimensione familiare e alla cultura del cibo come espressione di umanità. Un invito a riscoprire il valore delle storie nascoste e delle piccole vite che, lontano dai riflettori, continuano a illuminare il presente.










