L’unica provincia in cui ha prevalso il Sì è quella di Reggio Calabria
Qualcuno già da ieri sera lo aveva definito un Referendum da record vista l’affluenza registrata alle 23:00, pari al 46,07%.
Nell’ultimo Referendum costituzionale del 2020, sulla riduzione del numero dei parlamentari l’affluenza alla stessa ora era del 39,37%, mentre il lunedì alle 15 era stata del 53.84%, per la cronaca vinse il SI con il 69,64%.
Anche nel 2016 siamo andati alle urne per l’approvazione della legge di Riforma Costituzionale, la cosiddetta Renzi-Boschi, e anche in quel caso non era necessario raggiungere il quorum: l’affluenza fu del 65,47% e vinse il NO con il 59,12%.
Nel 2025 invece gli italiani sono andati a votare per ben 5 quesiti referendari soprattutto in materia di lavoro, e l’affluenza alla fine si attestava tra il 30.58% e il 30,59%, se ci aggiungiamo anche i dati degli elettori all’estero la percentuale si abbassa di quasi 2 punti, non rendendo valida la consultazione. Risultati analoghi li abbiamo avuti per altri quesiti per i quali non si è raggiunto il quorum per rendere valida la consultazione.
Oggi alle 15:00 è andato a votare il 58,93% degli aventi diritto, un ottimo risultato visto che si trattava di un referendum per il quale non necessitava ottenere il quorum per essere valido.
Al momento della registrazione del servizio, lo spoglio non è ancora concluso ma alcuni dati ufficiali, e cioè quelli presenti sul portale Eligendo, il sistema integrato di archiviazione e diffusione dei risultati elettorali del Ministero dell’Interno, li possiamo già dare.
Anche se il dato non è definitivo, ormai è quasi certa la vittoria del NO e la Calabria non si discosta molto da questo dato.
I votanti sono stati il 48,38% con Catanzaro che è stata la provincia calabrese con la maggiore affluenza (50,85%) e Crotone con quella minore (42,63%), in mezzo ci sono Reggio Calabria con il 49,04%, Cosenza con il 48,26% e Vibo Valentia con il 47,10%.
La Città metropolitana è l’unica in cui prevale il SI, nelle altre quattro la prevalenza per il NO che nella provincia di Cosenza raggiunge quasi due terzi dei votanti.










