La mozione è stata approvata all’unanimità dal Consiglio Generale del Partito Radicale Italiano riunito in sessione straordinaria prima della chiusura dei seggi
“Abbiamo partecipato e assistito ad una campagna elettorale referendaria dove la censura e la menzogna hanno prevalso, dall’Ordine dei giornalisti, all’AgCom e alle autorità di garanzia: nessuno è intervenuto per prevenire l’attentato ai diritti civili e politici del cittadino. E la nostra lotta non è stata sufficiente ad invertire la tendenza. Nel passato era emersa la violazione del diritto a conoscere per deliberare e del diritto alla libertà d’espressione per cui, a seguito di una denuncia di Marco Pannella, la Repubblica italiana era stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Ora è necessario attivare tutte le procedure previste dall’ordinamento e denunciare in tutte le sedi, nazionali, europee e dell’Onu la deriva del sistema italiano”.
Mentre cominciava a profilarsi il risultato del referendum sulla giustizia, il Partito Radicale era già riunito e Ariberto Grifoni rilasciava queste dichiarazioni.
“Il network europeo dei consigli della giustizia, per così dire dire l’insieme dei Csm, nella dichiarazione di Riga, documento adottato lo scorso giugno 2025, ha fatto emergere alcuni passaggi inquietanti. Il documento ha come titolo ‘Affrontare le minacce allo stato di diritto’ enumerando tra queste: sviluppi politici, cambiamenti sociali, radicali mutazioni del panorama mediatico, impatto dei progressi digitali, nonché la mancata consultazione della magistratura in merito a progetti di legge o attuazione di riforme senza il suo consenso. Tra le azioni indicate ai consigli di giustizia del continente c’è quella di agire prontamente e impiegare tutti i mezzi a disposizione: pareri legali, prese di posizione a nome della magistratura per raccogliere il sostegno pubblico, segnalazione di difficoltà rivolte alle istituzioni o agli organi giudiziari dell’UE.
Ci troviamo evidentemente di fronte alla volontà di invadere il campo dei legislatori, i decisori politici eletti. Invece di salvaguardare lo stato di diritto, si vuole stravolgerlo, a partire dalle fondamenta della divisione dei poteri”.
Per questo, il Consiglio generale del Partito Radicale riunito in sessione straordinaria oggi, prima della chiusura dei seggi, ha approvato all’unanimità una mozione allegata.
Ecco la MOZIONE approvata all’unanimità dal Consiglio Generale riunito in sessione straordinaria il 23 marzo prima della chiusura dei seggi.
Il Consiglio generale straordinario del Partito Radicale riunito il 23 marzo, prima della chiusura dei seggi elettorali:
– Ringrazia il professor Giorgio Spangher per aver accettato di presiedere il comitato per il sì Pannella Sciascia Tortora, promosso dal Partito Radicale e per lo straordinario impegno profuso;
– Ringrazia i magistrati per il Sì, unico fatto nuovo di questa campagna referendaria e nella storia del Paese, ai quali il Partito Radicale ha ceduto tutti gli spazi televisivi delle tribune referendarie.
Denuncia l’attività di disinformazione e manipolazione che ha caratterizzato la campagna referendaria, spostando l’attenzione dal testo al contesto, con un’indecorosa campagna da parte dell’Anm in quanto tale e di singoli magistrati e
– invita il Governo a prevenire qualsiasi iniziativa volta a turbare l’ordine democratico del paese.
Delibera
– di predisporre un progetto per la Giustizia Giusta, comprensiva anche di modifiche dell’ordinamento giudiziario di rango costituzionale;
– di aggiornare il dossier “Caso Italia” e di attivare tutte le procedure previste dall’ordinamento nazionale al fine di denunciare in sede europea e delle Nazioni Unite il proseguirsi dell’attentato ai diritti civili e politici del cittadino a partire dalla violazione del diritto dei cittadini a conoscere per deliberare.
– di costituire un gruppo di studio di esperti che abbia la finalità di lanciare a livello di paesi dell’Unione europea un Appello per prevenire il golpe giudiziario a partire dalla denuncia della Dichiarazione di Riga dei Consigli di Giustizia;
– di presentare l’Appello per prevenire il golpe giudiziario e il progetto per la Giustizia Giusta entro il mese di aprile a Roma.










