In un comunicato congiunto i gruppi consiliari di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuore Vibonese e Noi Moderati affermano che: l’amministrazione inganna i cittadini e svende il futuro del porto
Annunci roboanti, toni trionfalistici e promesse vaghe: l’amministrazione comunale ha cercato di vendere come “svolta storica” ciò che nei fatti è una resa totale, mascherata per prendere in giro i cittadini.
Questa è l’opinione dell’opposizione di centrodestra, che in un comunicato congiunto firmato dai gruppi consiliari di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuore Vibonese e Noi Moderati affermano: Dietro le parole del sindaco Enzo Romeo non c’è alcuna vittoria, ma un’operazione debole e pericolosa. I documenti parlano chiaro: tutto si basa su un Atto di Sottomissione ai sensi dell’art. 38 del Codice della Navigazione e dell’art. 35 del Regolamento di Esecuzione. Un nome che dice già tutto: non una scelta forte, ma una resa.
A giudizio dell’opposizione di centrodestra, “L’amministrazione prova a confondere le acque, ma la realtà è semplice. Questo atto non rimuove i depositi, li blinda dove sono, nel cuore di Vibo Marina. È solo un passaggio che, invece di risolvere il problema, porterà a una concessione formale, cioè a un diritto pieno per i privati di restare lì ancora per anni. È stato chiesto perfino un parere favorevole per consolidare questo meccanismo, trasformando una situazione precaria in una posizione forte per chi oggi occupa quell’area. E qui sta la parte più grave, che l’amministrazione ha cercato di nascondere con parole vuote. Non esiste un cronoprogramma per la delocalizzazione, non esiste uno studio di fattibilità e non esistono sanzioni se i depositi non verranno mai spostati. In pratica, il Comune firma una cambiale in bianco: i privati promettono, ma non sono obbligati a nulla, e il Comune rinuncia a qualsiasi strumento per far rispettare quella promessa.
A rendere il quadro ancora più grave – secondo Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuore Vibonese e Noi Moderati – è il contenuto concreto degli impegni: l’azienda Meridionale Petroli ha di fatto solo l’obbligo di individuare un nuovo sito entro quattro anni, senza alcuna garanzia sulla realizzazione effettiva del trasferimento. Nel frattempo, però, può continuare a restare dov’è fino a vent’anni. Questo significa che, dietro la parola “delocalizzazione”, si nasconde in realtà la possibilità di permanere a lungo termine senza vincoli reali.
Da qui, la denuncia: Mentre si raccontano favole, i depositi costieri, impianti a rischio di incidente rilevante, restano attaccati alle case e alle attività commerciali. Questa non è politica, è irresponsabilità. Si sta giocando con la sicurezza dei cittadini per costruire una narrazione elettorale vuota.
l’opposizione, poi, pone un’altra questione, che invece l’amministrazione Romeo sembra non aver ancora preso in considerazione, ponendo alcuni interrogativi: Ancora più grave è il silenzio totale sullo stabilimento ENI. Perché non viene mai citato? Perché una parte del problema viene affrontata, peraltro male, e l’altra viene ignorata completamente? La pericolosità non cambia a seconda del nome scritto sulle cisterne. Se davvero si vuole liberare il waterfront, bisogna avere il coraggio di affrontare tutto il problema, non solo una parte.
Quella di oggi non è stata una svolta, ma un tentativo maldestro di ingannare la popolazione con annunci fuori dalla realtà – concludono i gruppi di centrodestra in Consiglio comunale – L’opposizione non accetterà questo gioco e chiede che venga portato immediatamente in Aula il testo integrale dell’Atto di Sottomissione. Vibo Marina non ha bisogno di propaganda né di atti di sottomissione, ma di una politica seria che imponga tempi certi, sanzioni vere e una visione chiara, senza lasciare zone d’ombra, comprese quelle legate alle aree ENI.








