La denuncia del vice coordinatore provinciale del movimento politico Indipendenza: se il Comune non ha la possibilità chieda la disponibilità ad un cimitero vicino
“L’Hotel “Miragolfo” a Nicotera, una bella struttura alberghiera, da anni ospita giovani migranti con nazionalità diversa. Sono lì, notte e giorno, ad aspettare… Apparentemente senza problemi, con vitto, alloggio, paghetta giornaliera ed altro. Non creano problemi, sono lì, come un corpo estraneo, in una Comunità distratta e sonnolenta”.

Ha scritto al Prefetto, il vice coordinatore provinciale del movimento politico Indipendenza, Enzo Comerci, per porre in evidenzia questa situazione che si vive a Nicotera descrivendo la realtà su come vivono questi migranti di nazionalità diversa: “Alcuni, i più intraprendenti – principalmente asiatici – in questo periodo si danno alla raccolta degli asparagi salvatici, che crescono in quantità nelle campagne circostanti, per poi mettersi agli angoli delle strade della città e li offrono, disposti in mazzetti, ai passanti in cambio di qualche euro. Altri ancora, pare, riescono a fare qualche giornata lavorativa in agricoltura”.
Comerci ricorda, quindi, un recente fatto di cronaca: La mattina del 9 marzo uno di loro, un giovane ventenne, ha trovato la morte a seguito di un incidente stradale. Il corpo del ragazzo, senza vita, è stato trasportato presso l‘ospedale di Vibo Valentia per l’autopsia disposta dalla Procura della Repubblica al fine di accertare le cause del decesso. Da allora le membra del “Povero Cristo”, che il destino funesto l’ha portato a Nicotera – dopo tante peripezie – sono lì, non nel “suo” albergo, ma in una cassa da morto presso l’obitorio dell’ospedale. Passano i giorni e nessuno si ricorda del “Povero Cristo” per darle degna sepoltura”.
Il problema è umano, ma anche di mancanza di rispetto verso questo ragazzo ed il vice coordinatore provinciale di Indipendenza: “È lì “Il Povero Cristo”. Gli amministratori del Comune di Nicotera, sui quali grava la competenza e la responsabilità di provvedere in merito, non vedono, non sentono, non fanno. Anzi, fanno finta di niente. Pare che il Comune di Nicotera, caduto da tempo in “bbascia furtuna”, non è in condizione nemmeno di assicurare degna sepoltura, nel proprio cimitero, al “Povero Cristo”. Se è così, e pare che sia così, qualcuno dica agli occupanti di Palazzo Convento che non si può e non si deve lasciare nessuno, neanche un cane, senza sepoltura. Se non si ha la possibilità nel proprio cimitero si chieda, con umiltà – spirito sociale e istituzionale, agli amministratori dei Comuni viciniori la disponibilità per una temporanea sepoltura del “povero Cristo” in uno dei loro cimiteri.
Amara la conclusione di Enzo Comerci: “Povero Cristo” pensava di aver trovato la “Terra Promessa” invece ha trovato la morte senza nemmeno una Degna Sepoltura”.










