Quella struttura lunga oltre 65 metri oggi pronta a salpare, è più di una semplice immagine: è la prova che Vibo Marina con il suo porto lavora, produce ed esporta
Mentre l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Enzo Romeo spinge con decisione verso una visione sempre più orientata al turismo, c’è una realtà concreta, tangibile, che continua a parlare un’altra lingua: quella del lavoro, dell’industria e dell’economia reale. Ed il porto di Vibo Marina lo testimonia con i fatti.
Le immagini di questa mattina è più eloquente di qualsiasi dibattito politico. Sul molo, accanto ai rimorchiatori, campeggia una gigantesca struttura metallica pronta per l’imbarco: una commessa della AMD, lunga oltre 65 metri, destinata ai mercati internazionali. Un’immagine che racconta movimento, operatività e soprattutto produzione.
Non si tratta di un episodio isolato. Il porto di Vibo Marina, infatti, continua da anni a essere un punto nevralgico per l’export della metalmeccanica vibonese. Dallo scalo partono macchinari complessi e componenti industriali destinati in tutto il mondo, in particolare per il settore energetico e petrolchimico.
A rendere possibile tutto questo è un tessuto industriale che, nonostante le difficoltà, mantiene standard competitivi a livello internazionale. Aziende come AMD sono in grado di realizzare manufatti imponenti – colonne e moduli in acciaio di decine di metri e centinaia di tonnellate – destinati a impianti industriali in Europa, Asia e oltre.
La scena immortalata oggi ribadisce con forza un concetto: Vibo Marina non è soltanto una potenziale destinazione turistica, ma è già – concretamente – un porto internazionale. Un’infrastruttura che consente al territorio di esportare tecnologia, know-how e valore economico.

Ed è proprio questo il punto centrale del dibattito. Il turismo rappresenta certamente una prospettiva di crescita, ma non può e non deve oscurare ciò che già funziona. Il porto e il comparto metalmeccanico costituiscono una delle poche filiere produttive capaci di generare occupazione qualificata e flussi economici significativi per il territorio.
Non a caso, già in passato importanti commesse industriali sono partite proprio da qui, confermando la vocazione strategica dello scalo vibonese nel Mediterraneo e nei traffici commerciali internazionali.
La sfida, dunque, non è scegliere tra turismo e industria, ma comprendere che il futuro di Vibo Marina passa dall’equilibrio tra queste due anime. Ignorare o sottovalutare il ruolo del porto significherebbe rinunciare a una leva economica concreta, già attiva e riconosciuta.
Le immagini di oggi, con quella struttura lunga oltre 65 metri pronta a salpare, è più di una semplice immagine: è la prova che Vibo Marina lavora, produce ed esporta. E che il suo porto resta, a tutti gli effetti, una porta aperta sul mondo.









