La presentazione del volume “Garlasco. Il ragionevole dubbio” del giudice Stefano Vitelli
di Domenico Nardo
All’Istituto di Criminologia di Vibo Valentia, la presentazione del volume “Garlasco. Il ragionevole dubbio” del giudice Stefano Vitelli, un’opera che ripercorre uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi anni, analizzandolo attraverso la lente del dubbio come strumento essenziale nella ricerca della verità.
Ad aprire l’incontro è stato Fausto Malucchi, docente di Diritto Penale dell’Istituto, che ha introdotto il giudice Vitelli non solo nella sua veste tecnica di magistrato, ma anche nella sua dimensione umana, sottolineando la capacità dell’autore di coniugare rigore giuridico e sensibilità in un contesto complesso e mediaticamente esposto.
È seguito l’intervento del sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo, che ha rimarcato l’importanza dell’evento e il ruolo culturale dell’Istituto nel territorio, denunciando la narrazione distorta che spesso si fa della Calabria e invitando il giudice Vitelli a tornare per conoscere “la parte più bella della città e della regione”.
Il Rettore dell’Istituto, Saverio Fortunato, ha offerto una riflessione ampia sul tema del ragionevole dubbio, richiamando la filosofia antica e ricordando come il dubbio non sia paralisi del giudizio, ma strumento critico che impedisce di affidare il processo esclusivamente alla scienza, fondamentale ma non infallibile.
Prendendo la parola, il giudice Stefano Vitelli ha ripercorso i punti chiave del suo libro, analizzando il caso di Garlasco dagli elementi più immediati – la telefonata al 118, le prime dichiarazioni, la scena del crimine – fino agli aspetti più tecnici, come impronte, tracce e accertamenti scientifici. Nel suo intervento ha ricordato anche il suo ruolo nel primo processo del 2009, quando – valutando gli elementi allora disponibili – assolse Alberto Stasi dall’accusa di omicidio di Chiara Poggi, evidenziando come il ragionevole dubbio rappresenti una garanzia fondamentale per l’equilibrio del processo penale.

Vitelli ha mostrato come ogni dettaglio, anche il più marginale, possa assumere un peso decisivo e come il dubbio non sia un ostacolo alla giustizia, ma una tutela per imputato, vittima e società.



Durante l’incontro si è svolto un prezioso collegamento in diretta con Marco Baroncini, docente di Procedura Penale dell’Istituto, intervenuto da casa di Veronica Antonelli, madre del pilota Mercedes Kimi Antonelli, fresco vincitore del Gran Premio di Formula 1 in Cina. La sig.ra Antonelli ha manifestato l’intenzione, per lei e per il figlio, di iscriversi al corso di Criminologia dell’Istituto di Vibo Valentia, riconoscendone il valore formativo e scientifico.
Nel corso dell’evento, al giudice Stefano Vitelli è stata conferita la massima onorificenza dell’Istituto, il Sigillum Honoris, quale riconoscimento per il suo contributo alla cultura giuridica e alla riflessione critica sul processo penale. Sono stati inoltre premiati la prof.ssa Antonella Moschella, il giornalista Francesco Lo Duca e l’architetto Domenico Santoro per il loro impegno professionale e per il contributo offerto alla crescita dell’Istituto.
La presentazione si è rivelata un momento di confronto intenso, capace di unire diritto, filosofia, scienza e responsabilità civile. L’Istituto di Criminologia di Vibo Valentia si conferma così un luogo di elaborazione culturale e giuridica, capace di portare nel territorio voci autorevoli, riflessioni di grande attualità e nuove prospettive di studio.










