Serve una rinnovata capacità di immaginare il futuro. La sfida, ora, è tradurre queste riflessioni in azioni concrete, evitando semplificazioni e scorciatoie
di Enzo insardà*
Il recente intervento dell’editore Enrico Buonanno da noi pubblicato ha suscitato un interessante dibattito nel quale si è inserito anche il Tesoriere Regionale del Partito Democratico calabrese, Enzo Insardà.
Questa redazione ha ritenuto utile ed opportuno proporlo all’attenzione dei nostri lettori, così come pervenutoci.
Gentile Enrico Buonanno,
ho letto con attenzione il suo intervento sul tema della competitività e del rilancio, e ne ho apprezzato la lucidità nell’individuare alcune criticità strutturali che da tempo caratterizzano il nostro sistema. Il richiamo alla necessità di recuperare efficienza, visione strategica e capacità di innovazione appare non solo condivisibile, ma urgente.
Tuttavia, credo sia utile ampliare la riflessione su cosa intendiamo oggi per “competitività”. Se la riduciamo esclusivamente a parametri economici tradizionali — produttività, costo del lavoro, attrattività degli investimenti — rischiamo di trascurare dimensioni altrettanto decisive, come la qualità del capitale umano, la sostenibilità sociale e ambientale, e la capacità di generare valore nel lungo periodo.
Il rilancio, infatti, non può essere pensato come un semplice ritorno a modelli passati, ma come una trasformazione profonda. In questo senso, investire in istruzione, ricerca e infrastrutture digitali non è solo una scelta strategica, ma una condizione imprescindibile per costruire un sistema realmente competitivo. Allo stesso modo, è fondamentale sostenere le piccole e medie imprese nel percorso di innovazione, evitando che restino schiacciate tra globalizzazione e rigidità interne.
In questo quadro, il ruolo della Regione Calabria diventa decisivo. Non solo come ente erogatore di risorse, ma come soggetto attivo di programmazione e coordinamento. La Regione può e deve orientare gli investimenti verso settori ad alto valore aggiunto, semplificare l’accesso ai fondi europei, rafforzare le politiche attive del lavoro e favorire la creazione di ecosistemi locali dell’innovazione. Una governance regionale efficace può rappresentare il punto di incontro tra esigenze del territorio e opportunità offerte dai contesti nazionali ed europei.
Un altro punto cruciale riguarda il ruolo delle istituzioni nel loro complesso. Senza una pubblica amministrazione efficiente, trasparente e capace di accompagnare i processi di cambiamento, ogni tentativo di rilancio rischia di rimanere incompiuto. La competitività, in questo senso, è anche una questione di fiducia: fiducia degli investitori, dei lavoratori, dei cittadini.
Infine, credo sia importante sottolineare che il rilancio non può essere solo economico, ma anche culturale. Serve una rinnovata capacità di immaginare il futuro, di valorizzare il merito senza perdere coesione sociale, di coniugare crescita e inclusione.
Il suo intervento apre un dibattito necessario. La sfida, ora, è tradurre queste riflessioni in azioni concrete, evitando semplificazioni e scorciatoie.
Con stima,
*Enzo Insardà Tesoriere Regionale Partito Democratico Calabria










