Il Tito Minniti è uno tra gli aeroporti segnalati con scarsità di carburante
Aumenta il numero degli aeroporti in cui il carburante scarseggia. Dopo il primo allarme di sabato
di una possibile scarsità di carburante che potrebbe mettere a terra molti aerei in estate nei quattro scali di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia ora arriva un nuovo avviso dei Notam (acronimo della dicitura inglese “NOtice To AirMen”, ed è il termine con cui si indicano gli avvisi utilizzati dai piloti di aeromobili o elicotteri per essere aggiornati sulla situazione in un determinato aeroporto o in una determinata area di cielo, sull’efficienza dei radioaiuti alla navigazione e su tutto quanto possa riguardare l’esecuzione di un volo in condizioni di sicurezza e speditezza) per quello di Brindisi: le compagnie non potranno farvi rifornimento e dovranno calcolare la quantità di carburante sufficiente dall’aeroporto precedente per le tratte di volo successive. Sono disponibili “quantità limitata”, e saranno concesse solo per i voli statali, quelli di soccorso e ospedalieri.
I prossimi aeroporti nel mirino saranno quasi certamente Reggio Calabria e Pescara, questo purtroppo è uno degli effetti negativi dell’aumento del traffico aereo registrato durante le feste pasquali, dove in molti si sono recati nelle zone di maggior afflusso turistico o con un notevole aumento dei ritorni a casa per stare con amici e parenti.
Ma le preoccupazioni non sono tanto per i voli negli immediati giorni, il problema maggiore riguarda soprattutto il prossimo periodo estivo dove potrebbe esserci una limitazione degli spostamenti aerei con un notevole aumento dei costi.
Il Codacons lancia anche un altro allarme che riguarda le polizze di assicurazione contro il rischio di cancellazione voli per eventuali mancate forniture di carburante, potrebbero venire a costare fino all’8% dell’intera vacanz, e poi non coprono tutti i rischi, oltre a prevedere franchigie, massimali ed esclusioni. L’assicurazione, dietro ben motivata rinuncia al viaggio, rimborsa le spese sostenute per acquisto di voli, strutture ricettive, penali di agenzie di viaggio o tour operator, e servizi turistici già pagati. Mentre in caso di cancellazione del volo per decisione della compagnia aerea, come nel caso di carenze di carburante, la normativa comunitaria stabilisce che il passeggero ha diritto al rimborso del prezzo del biglietto o alla riprotezione su un altro volo.








