La Polizia ha fatto luce sulla consorteria di ‘ndrangheta comunemente nota come “Locale dell’Ariola” e, in particolare, della ‘ndrina facente capo alle famiglie EMANUELE – IDÀ attiva nel comprensorio delle Serre vibonesi
Questa mattina, a Vibo Valentia, Catanzaro, Reggio Calabria, Cosenza, Benevento, Milano, Rovigo e Viterbo, la Polizia ha dato esecuzione ad un’ordinanza di misure cautelari a carico di 54 persone accusate di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, lesioni aggravate, ricettazione, danneggiamento aggravato, detenzione e porto in luogo pubblico di armi, detenzione di materiale esplodente, estorsione, violenza o minaccia a Pubblico Ufficiale, procurata inosservanza di pena, favoreggiamento personale, trasferimento fraudolento di valori ed uccisione di animali, tutti aggravati dal metodo o dall’agevolazione mafiosa.
L’inchiesta – coordinata da questa Procura distrettuale e condotta dalla I Divisione dello SCO, dalla Squadra Mobile di Vibo Valentia e dalla S.I.S.C.O. di Catanzaro – ha fatto luce sulla consorteria di ‘ndrangheta comunemente nota come “Locale dell’Ariola” e, in particolare, della ‘ndrina facente capo alle famiglie EMANUELE – IDÀ attiva nel comprensorio delle Serre vibonesi, soprattutto a Gerocarne, Soriano Calabro, Sorianello e Vazzano e ha evidenziato l’estrema pericolosità dei suoi membri, e il loro totale controllo sul territorio, che esercitavano anche attraverso pestaggi, sopraffazioni e vere e proprie spedizioni punitive contro chiunque, come ad esempio nei riguardi di alcuni cani randagi che scorrazzavano in pieno centro paese e in pieno giorno verso i quali sono stati sparati diversi colpi di pistola.
L’inchiesta ha inoltre accertato quanto fosse solido il traffico di stupefacenti in provincia di Vibo Valentia, diventando una delle voci principali per quanto riguarda i ricavi, tanto da avere ramificazioni e contatti in Piemonte, Emilia Romagna e Lombardia, coinvolgendo anche una persona già attenzionata nell’inchiesta “DOPPIA CURVA” di Milano.
Il gruppo vibonese, per tentare di eludere eventuali interferenze da parte delle forze dell’ordine e per interagire con le altre organizzazioni criminali, si avvaleva di smartphone di ultima generazione, con elevati standard di cifratura, utilizzando inoltre la nota piattaforma di messaggistica istantanea denominata SkyEcc, attraverso la quale era stata pianificata anche la compravendita di 566 kg tra marijuana e di cocaina.
Nel corso dell’attività di indagine, sono stati sottoposti a sequestro oltre 410 kg di marijuana, 1,5 kg di cocaina, 343 grammi di hashish e 29 grammi di eroina, oltre a 4 pistole semiautomatiche, 3 revolver, 1 fucile doppietta calibro 16,1 fucile semiautomatico cal. 12 ed una pistola mitragliatrice con matricola punzonata.
In carcere
Accorinti Gerardo,
Bartone Ferdinando,
Campisi Antonio,
Carnovale Antonio,
Carnovale Michele,
Castagna Giovanni,
Castagna Maurizio,
Chiera Domenico,
Chiera Giuseppe,
D’Angelo Michele,
Emanuele Caterina,
Emanuele Bruno,
Emanuele Gaetano,
Emmanuele Nazzareno Salvatore,
Emmanuele Giovanni,
Emmanuele Salvatore,
Ferdico Marco,
Giampaolo Giuseppe,
Grillo Antonio,
Idà Arianna,
Idà Francesco,
Idà Franco,
Idà Michele (cl. 91),
La Bella Giovanni,
Livoti Santo,
Mamone Damiano,
Mazzotta Filippo,
Parisi Giuseppe,
Parisi Pietro,
Procopio Giuseppe Santo,
Raso Michele,
Ripepi Michele,
Sabatino Alessio,
Sabatino Vincenzo,
Sabatino Gianluca,
Solecka Aurelia Klaudia,
Stramandinoli Marco,
Suriani Gregorio,
Tassone Domenico,
Vallelunga Vincenzo,
Zupo Gaetano.
Ai domiciliari, infine,
Idà Marco
Idà Michele (cl. 97)
Zannino Domenico
Nardo Domenico.
Obbligo di dimora per
Michelangela Alessandria,
Lucia D’Agostino,
Marco Fiorillo,
Sascha Rosario Andrea Fortuna,
Domenico Giardino,
Ivano Idà,
Valerio Leandro
Carmelo Ripepi









